Economia Calderara di Reno

Ups se ne va da Calderara, SGB e Si Cobas: "Accordo inaccettabile, nessuna proposta di tutela o ricollocazione"

Nell'hub di logistica sono impiegati ad oggi circa 50 lavoratori. Parte lo sciopero

La protesta dei lavoratori - Foto FB Si Cobas

Al fine del secondo incontro del Tavolo metropolitano di salvaguardia per trattare la vicenda del recesso di TMG in appalto nell’Hub di UPS a Lippo di Calderara di Reno, dove sono impiegati ad oggi circa 50 lavoratori. è stata confermata la decisione di chiusura. All'incontro presieduto da Città metropolitana erano presenti Regione Emilia-Romagna, Comuni di Bologna e Calderara di Reno, rappresentanti di TMG e rappresentanti di Cgil, Uil, Cisl, Sgb e SiCobas.

"Il committente UPS, non presente all’incontro odierno, rimarrà presente sul territorio con un’altra attività e ha già provveduto per i lavoratori diretti alla ricollocazione nell’area metropolitana - fanno sapere da Palazzo Malvezzi - per i lavoratori in appalto TMG è stato raggiunto con UIL un accordo di uscita volontaria incentivata a tutela del reddito dei lavoratori, a cui non hanno aderito Sicobas e Sgb - tuttiavia - il Tavolo di Salvaguardia rimarrà aperto per monitorare e valutare l’efficacia della proposta e per seguire la tutela dei lavoratori che non aderiranno all’accordo".

Lippo di Calderara, Tmg. 50 lavoratori a rischio. Vertenza al tavolo metropolitano

"UPS ha scelto di non partecipare delegando la rappresentanza del tavolo la decisione di chiudere l’HUB e di dirottare la merce verso altri siti del territorio emiliano - scrivono in una nota le sigle Si Cobas e Sgb - l’azienda ha riproposto, peggiorandolo, l’accordo economico di incentivo all’esodo già proposto in precedenza, che non tiene conto dell’anzianità di magazzino maturata dai lavoratori. Un accordo il cui importo economico si ridurrà notevolmente in prossimità della data del 15 ottobre prossimo".

Per coloro che invece non aderiranno ad alcuna proposta si "procederà al licenziamento collettivo entro e non oltre la data del 30 ottobre - scrivono i sindacati di base - Un accordo inaccettabile che non contiene nessuna proposta di tutela del posto di lavoro o di ricollocazione lavorativa in altri appalti UPS del territorio di cui, alcuni, gestiti dagli stessi signori del Gruppo TMG, come ad esempio quello di Carpi, sito in cui vengono dirottati i colli prima appartenenti all’hub di Calderara di Reno".

Per Sgb e Si Cobas "l’accordo è stato invece sottoscritto dalla O.S. Uil Trasporti che, pur non avendo rappresentanza nel sito, in tutta la vicenda e in accordo col padrone, ha giocato il ruolo del firmatario compiacente degli esodi nell’intento di dividere i lavoratori e indebolire il Tavolo di Salvaguardia odierno" e  avrebbe, secondo i sindacati di base "creato un gruppo whatsapp dal titolo 'esodi TMG'”. 

Quindi per i sindacati di base "nessuna tutela dell’occupazione, nessun posto di lavoro, neppure presso i siti in cui verranno dirottate le merci che sino al 31 luglio sono state lavorate presso il magazzino di Calderara di Reno. Totale deresponsabilizzazione della Committenza UPS, ennesima multinazionale che in pandemia ha incrementato i propri profitti, utilizzando i soldi dell’erario pubblico (cassa Covid), al fine di riorganizzare la propria attività spostando la merce laddove il costo del lavoro è inferiore e precario. I lavoratori e le OO.SS che realmente li rappresentano, terminato il tavolo hanno deciso di indire lo sciopero e avviare la mobilitazione e metteranno in cantiere tutte le iniziative necessarie a difesa dei posti di lavoro e dell’occupazione". 

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