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Verso le primarie del PD, Daniele Manca: "Errani ci lascia 15 anni di buon governo"

Domenica si vota, per il sindaco di Imola: "Un'occasione di democrazia che solo il PD offre agli elettori. Comprensibile qualche perplessità rispetto alla fase confusa della presentazione delle candidature"

Domenica alle urne per scegliere il candidato di centrosinistra che correrà per la presidenza della Regione Emilia Romagna nel post-Errani: mentre molti elettori del PD si dicono ancora indecisi sul voto (soprattutto dopo la rinuncia di Matteo Richetti, VIDEO DELLE INTERVISTE ALLA FESTA DELL'UNITA') abbiamo intervistato Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente regionale Anci, il cui nome spesso si è fatto in previsione di una sua candidatura.

Il 28 settembre le primarie per eleggere il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione: si aspetta partecipazione? Molti elettori si sono detti disinteressati e indecisi, soprattutto dopo il passo indietro di Richetti...
Le primarie sono un’occasione di democrazia che solo il Partito Democratico offre agli elettori. Io mi auguro che la partecipazione sia alta, il futuro della Regione è nelle mani dei cittadini dell’Emilia-Romagna, di tutti noi. Posso comprendere qualche perplessità rispetto alla fase confusa della presentazione delle candidature, ma spero che alla fine prevalga la scelta di esserci e di votare, serve il contributo di ciascuno. Io andrò a votare.

Come commenta, a proposito, la scelta di Matteo Richetti?
L’apprezzo, ha dichiarato di avere preso questa decisione per il bene del Pd, per unire e non per dividere il partito. Credo che la sua assunzione di responsabilità meriti rispetto.

Ai nostri microfoni diversi elettori hanno detto: "Peccato non poter votare il sindaco di Imola Daniele Manca...". Che cosa risponde?  
Io ho dato la mia disponibilità per attuare un progetto condiviso, ma occorrevano alcune condizioni che non si sono verificate. Dunque resto sindaco di Imola fino alla fine di questo mandato. Il mio impegno per la Regione non mancherà, da sindaco, da presidente di Anci Emilia-Romagna e in tutte le situazioni in cui dovessi trovarmi ad operare.

Quali dovrebbero essere secondo lei le priorità da affrontare in Giunta Regionale?
Occorre dare corpo all’idea di Regione Sistema delineata dal Piano territoriale regionale, in tutte le sue implicazioni: un piano infrastrutturale efficiente e moderno, che accorci le distanze, riduca i tempi e ci renda competitivi con i più avanzati distretti europei; un sistema sanitario che, attraverso la costruzione di reti cliniche, valorizzi le eccellenze e assicuri i migliori servizi per tutti; una piena collaborazione fra gli aeroporti, le università, i poli fieristici, la circolazione del sapere e delle conoscenze; progetti industriali che, nel sistema dei servizi pubblici, rafforzino il territorio, liberino risorse, costruiscano nuove opportunità economiche legate alla filiera del riuso e della rigenerazione.

Cosa lascia di buono Vasco Errani?
Quindici anni di buon governo, di guida solida ed equilibrata, che hanno visto crescere l’Emilia-Romagna in tutti i campi, nei diritti, nelle tutele soprattutto dei più deboli, nelle opportunità. Vasco è stato un grande presidente, chi governerà la Regione può beneficiare dei risultati ottenuti ed essere orgoglioso del lavoro fatto fin qui.

Tema lavoro. Quale la sua posizione sull'Articolo 18?
Il lavoro è la priorità di questo paese e sono convinto serva una buona riforma. Il Jobs Act è una buona proposta. E’ ovvio che stiamo parlando di un sistema poco attento a chi è escluso e un partito attento al presente e al futuro non può lasciare le cose come sono. Credo che il premier Renzi e il ministro Poletti sapranno trovare la soluzione migliore possibile per bilanciare esigenze di flessibilità, tutele per i lavoratori e incentivi per valorizzare la meritocrazia.

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