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DDL Zan affossato in Senato, Lepore: "Bologna farà sentire la propria voce"

Per il sindaco è una "proposta giustissima, pensano di aver vinto". Bonaccini: "Una brutta pagina politica"

"Chi ha affossato oggi il DDL Zan pensa di aver vinto la propria battaglia". Così il sindaco Matteo Lepore in un post sui social, dopo che la legge contro l'omotransfobia, approvato dalla Camera il 4 novembre 2020, al Senato è stata bloccata dalla cosiddetta 'tagliola', chiesta da Lega e FdI. 

"I diritti non chiedono permesso a nessuno per affermarsi. Vivono con le persone e della vita delle persone - scrive Lepore - riproporremo ancora e ancora una proposta giustissima, quella di difendersi, con diritto, da violenze e discriminazione. Come si fa ad opporsi a questo? Bologna città più progressista d’Italia farà sentire la propria voce e continuerà a battersi contro ogni forma di discrimazione e odio - quindi - il DDLZan non si ferma".

"Una brutta pagina politica - scrive il presidente della Regione, Stefano Bonaccini su Facebook - Sbaglia la destra ad esultare, perché conferma di avere una visione premoderna dei diritti, che discrimina le persone in base all'orientamento sessuale. E sbaglia ancor più chi, nascondendosi dietro a un voto segreto, affossa un provvedimento di civiltà senza assumersene la responsabilità davanti ai cittadini. La società è certamente più avanti della politica su questi temi. E una politica che voglia migliorare la società dovrebbe anzitutto migliorare se stessa".

“Il sonno della ragione genera mostri. Nel buio, protetti dal voto segreto, quei mostri hanno bloccato una legge di civiltà. Quei mostri meritano l'oblio. A noi rimane la battaglia per garantire i diritti di tutte le persone e per difendere ogni persona dall'odio degli ignoranti. Non ci fermeremo. Il ddl Zan non si ferma”. Così il consigliere regionale del Pd, Antonio Mumolo. 

Cosa è accaduto in Senato

L'aula ha votato a favore della cosiddetta 'tagliola', chiesta da Lega e FdI.  A favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto.

Il provvedimento è tornato a palazzo Madama senza nessun accordo nella maggioranza e quindi rischia di finire su un binario morto. Nella riunione dei capigruppo di ieri sera Pd, M5s e Leu hanno rifiutato la proposta avanzata dalla Lega di rinviare di una settimana i lavori per consentire la ricerca di un'intesa sulle modifiche da apportare al testo. Carroccio e Fratelli d'Italia avevano invece chiesto la sospensiva del provvedimento, con il non passaggio all'esame degli articoli, la cosiddetta "tagliola". Una mossa che ha finito per rispedire il provvedimento in commissione, lasciandolo fermo per almeno sei mesi, come prevede il regolamento. 

"Una forza politica si è sfilata e ha flirtato con la destra sovranista solo per un gioco legato alla partita del Quirinale". Il deputato dem non risponde quando gli si chiede se si riferisca a Italia viva ma dal gruppo fanno sapere che ben 6 senatori di Italia viva erano assenti oggi su un totale di 16" ha commentato il promotore della legge, Alessandro Zan, 

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