Comunali, Conti: "Dal Pd chiusura e misoginia, per me 3mila firme" | VIDEO

La sindaca di San Lazzaro: "Bologna è pronta ad avere la prima donna sindaca". La risposta del dem Boccia: "Basta ipocrisia"

Bologna è pronta per fare un salto nella storia: è arrivato  il momento di avere il primo sindaco donna. Lo afferma Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro e candidata alle primarie del centrosinistra, a margine dell'avvio del nuovo hub vaccinale nel suo Comune. La sindaca ha presentato formalmente la sua candidatura raccogliendo 3mila firme (Lepore 6mila ndr).

"Oggi deposito 3mila firme a sostegno della mia candidatura. Sono la candidata dei cittadini bolognesi che scelgono di avere la prima donna sindaco nella storia di Bologna", dice la sindaca di San Lazzaro, che si smarca da etichette renziane e fa intendere di non avere alcuna intenzione di ritornare nel Pd. "Non mi aspettavo che fosse il Pd a candidarmi, portandomi in trionfo – dice Conti –, ma dai dem mi sarei aspettata meno chiusura. Ho subito anche attacchi fortemente misogini. Sono uscita dal Pd perché c'era una parte di quella realtà, che oggi sostiene l'altro candidato, che mi ha molto avversata e pressata nella vicenda di Idice – ricorda Conti – da quella ferita decisi di uscire dal Pd, nonostante le mie radici fossero lì. Detto questo, però, visto che il mio sfidante è in campo da tanto tempo, ha certi mondi dietro e sarebbe stato anche ingiusto fargli fare un passo indietro, non mi aspettavo che fosse il Pd a candidarmi, ma mi aspettavo quantomeno un approccio diverso nei confronti di una candidatura femminile, autonoma e indipendente, che viene da quella esperienza, che fa quotidianamente politiche di centrosinistra e che è stata rieletta con l'81%, dimostrando che le politiche del centrosinistra possono essere davvero efficaci e trovare consenso trasversale".

"Mi sarei aspettata meno chiusura e anche più comprensione effettiva di cosa sono le primarie che non sono una guerra tra partiti di centrosinistra e tra steccati. Anche questa cosa di dire sostengo un candidato del mio partito: se questa doveva essere la logica delle primarie – ragiona Conti – allora è chiaro che il Pd, essendo un partito egemone nella coalizione, se lo poteva scegliere da solo il candidato. Le primarie si fanno per contaminarsi".

Conti ribadisce anche di aver subito "attacchi anche fortemente misogini nei miei confronti. E sarebbe ora che tutte le donne si sentissero coinvolte. Guardiamo sempre ai Paesi scandinavi come modello di evoluzione, perché lì ci sono molte donne che amministrano. Noi invece abbiamo ancora l'Iva al 22% sugli assorbenti femminili perché ci sono sempre state poche donne a rappresentare le donne e politiche del centrosinistra per le donne. Oggi Bologna è pronta per fare un salto nella storia. E' arrivato il momento anche per le donne di prendere le redini dell'amministrazione della città. E credo sia arrivato il momento di avere il primo sindaco donna di Bologna dal 1116, anno in cui è stato fondato il Comune", afferma Conti.

La polemica, Boccia a Conti: "Basta ipocrisia"

"Capisco tutto, ma il festival dell'ipocrisia no". Il responsabile enti locali del Pd, Francesco Boccia, replica con toni severi alle parole di Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro e candidata alle primarie del centrosinistra a Bologna, ospite anche lui questa mattina di 'Omnibus' su La7. "Nel Governo Conte le donne del Pd erano tre su nove – ricorda il responsabile dem – poi due hanno fatto la scissione. Quindi non ci si faccia passare per un partito che ha messo solo uomini al governo. Le donne erano tre, ma due hanno fatto la scissione. Scissione che ha fatto anche Isabella Conti. Quindi capisco tutto, ma il festival dell'ipocrisia no. Quando uno sta in un partito e decide di andare via, dopo che è stato eletto in quel partito, fa una scissione. Io sono contrario, perché è un tradimento nei confronti degli elettori", affonda il colpo Boccia.

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