Elezioni Bologna 2021

Elezioni, il candidato Labanti verso un programma per Bologna: "Una città che funziona, ma con margini di miglioramento"

Avvocato bolognese 50enne, non ha mai fatto politica prima e ne vuole fare una che non si basi solo su slogan, ma solo su promesse mantenute: "Per tram e Passante, eviterei dei flop in stile Civis e People Mover. Al centro del mio programma il welfare"

Il nome di Luca Labanti è uno di quelli che troveremo alle prossime elezioni amministrative sulla nostra scheda elettorale (la raccolta firme partirà a breve, ma c'è certezza di raggiungere i numeri necessari). E' infatti il candidato sindaco per il Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale, gruppo nato nel 2020 (in data 24/08) che si propone di raggiungere un unico obiettivo: dare a tutti le stesse possibilità e gli stessi mezzi per sviluppare le proprie doti. Bologna inclusa, anche se come dice il candidato: "La nostra è una città  dove ancora le cose funzionano abbastanza bene, ma con ampi margini di miglioramento, soprattutto in questo periodo storico e in vista del recovery fund". Sì, perchè in alcune interviste era stato frainteso e adesso Labanti ne approfitta per aggiustare il tiro: "Non ho mai detto che Bologna sta crollando, sono stato frainteso. Spesso però è vero che le istituzioni non danno risposte".

Avvocato bolognese di 50 anni ("questa è la mia prima esperienza politica"), ex giudice sportivo nell'ambito del basket cittadino, Luca Labanti ha partecipato nei giorni scorsi (vedi foto) a una manifestazione nazionale a Roma promossa dal Movimento 24 agosto Equità Territoriale e dai senatori Saverio De Bonis e Gregorio De Falco, alla quale hanno partecipato il dottor Ingroia e tantissimi politici tra i quali molti sindaci del Sud per ribadire "La necessità di PNRR giusto". Un programma elettorale ancora non c'è, ci si sta lavorando: "I punti fondamentali della mia campagna saranno il welfare e l'assistenza di anziani e disabili, in generale una politica che non sia fatta solo di slogan ma di promesse mantenute, così come quelle che io sono abituato a fare. Mi sono accorto di alcuni vuoti importanti facendo il mio lavoro di legale e con questa opportunità che mi viene data vorrei lavorarci sodo per colmarli. Il cittadino deve tornare al centro della città come lo era (e lo ricordo bene perché ero qui) un po' di anni fa". 

Le questioni legate al covid hanno un po' rallentato i processi della campagna elettorale del Movimento 24 Agosto: "Abbiamo dovuto organizzarci con tutte le possibilità che ci ha dato l'online visto che la pandemia ci impedisce d fare incontri diretti, che in realtà mi piacerebbero molto di più. A settembre ci faremo vedere e sentire sperando che non ci siano cattive novità legate al virus".  

Su Passante e tram come la vede? "Per come stanno le cose oggi credo che non siano stati fatti gli studi adeguati e rischiamo dei flop già visti con Civis e People Mover. Biosgona fare studi approfonditi e valutare gli impatti ambientali e per i cittadini, per poi agire  con un criterio. Dal punti di vista giuridico mi pare che manchi tanto, a vantaggio di una grande improvvisazione". 

Il manifesto Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale

L’Italia ha smarrito i valori fondanti della nostra Costituzione. In particolare l’art. 3,  che prevede l’uguaglianza tra I cittadini e ricorda che lo Stato si fa carico di eliminare gli  ostacoli che impediscono l’effettiva realizzazione di questo principio, è stato  letteralmente calpestato.

L’evoluzione che si è avuta nella gestione della cosa pubblica e della politica più in  generale ha totalmente ignorato il principio contenuto in quell’articolo: l’uguaglianza tra  i cittadini e i territori. Dalla necessità di risollevare le sorti del nostro sud a quella di garantire le categorie e le popolazioni svantaggiate a tutte le latitudini, nasce il Progetto del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale.

Né il luogo, né la condizione sociale in cui si nasce devono costituire criterio di condanna per i cittadini nello svolgimento della loro personalità. Lo stato deve tornare a fare lo stato e a gestire la cosa pubblica nell’interesse ultimo e precipuo dei suoi cittadini.

Il faro dell’Equità guida l’azione politica del Movimento 24 Agosto ET ed è un principio che non dovrebbe essere nuovo, ma che, purtroppo, non è mai stato pienamente realizzato.

L’Equità parte dal riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini e si declina, ad esempio, nel diritto alla salute, all’istruzione, all’assistenza per gli anziani, alla fruizione di servizi per l’infanzia, ma anche nel sostegno dell’attività lavorativa delle donne e nel supporto alle famiglie, considerando che queste ultime sono da sempre una componente fondamentale della nostra organizzazione sociale.

Le organizzazioni sociali e la partecipazione dei cittadini alle necessità del nostro vivere in comune devono diventare un elemento centrale nello sviluppo del diritto dovere di cittadinanza.

L’attività economica, pur così importante, deve adeguarsi ai nuovi paradigmi necessari per uno sviluppo rispettoso dell’ambiente. Ambiente e uomo sono interconnessi così come le economie si intersecano e supportano reciprocamente. Un paese che abbandona a se stesse intere zone del suo  territorio, ha perso una parte importante del suo potenziale, così come un paese che non si occupa di     tutti i suoi cittadini crea le condizioni per il sorgere e lo svilupparsi di problemi sociali.

Ogni settore della vita sociale mostra carenze e sperequazioni tra centro e periferia, tra giovani e anziani, tra ricchi e poveri, tra uomini e donne e l’elenco potrebbe continuare.

Il futuro che ci aspetta non sarà più sostenibile senza un cambio di passo e il principio dell’equità può indicare la via migliore per affrontare le sfide a cui siamo tutti chiamati per ripensare una società in cui la dimensione umana riacquisti centralità e il rapporto tra uomo e ambiente torni ad essere virtuoso nell’interesse delle future generazioni.

L’eliminazione delle disuguaglianze consentirebbe a tutti i cittadini di potersi sentire parte di un paese che mostra di avere a cuore la loro sorte. Le contrapposizioni, territoriali e sociali, nascono dalla condizione di precarietà in cui vengono lasciate intere fasce della popolazione.

Chi ha di più non si accorge che il suo di più scaturisce dal meno garantito ad altri e chi ha di meno si sente abbandonato e tende a non identificarsi più nella comunità a cui dovrebbe appartenere, ma che non sente più sua.

Il punto centrale dell’Èquità, nella sua semplicità e verità universale, è la chiave di lettura del nostro futuro. Un paese equo è un paese di cui poter andare fieri, di cui sentirsi parte integrante e su cui fare affidamento quando le sfide sempre più grandi del mondo globalizzato ci fanno sentire sempre più piccoli.

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