Elezioni Bologna 2021

Primarie e apertura a Conti spaccano i Verdi: "Una coalizione che rappresenta proprio ciò contro cui ci battiamo"

I conti non tornano e l'appoggio alla sindaca di San Lazzaro non convince tutti i Verdi di Bologna. In diversi hanno dato le dimissioni e chi non accetta la decisione spiega perché: "Scelte come passante e polo logistico di Altedo vanno contro i nostri principi"

"Fin dalle assemblee dello scorso dicembre è emerso chiaramente che i Verdi non avrebbero appoggiato il PD alle elezioni comunali 2021. Questo perché quel partito rappresenta ciò contro cui ci battiamo, avendo portato avanti delle scelte quali il polo logistico di Altedo, l'abbattimento di molti alberi e il progetto del passante, che non sono evidentemente compatibili con i nostri principi. E siccome il PD da gennaio ad oggi non ha fatto alcuna deviazione e nessun dibattito interno che giustifichi un cambiamento di valutazione da parte nostra, appare alquanto strano che si vada ad appoggiare una candidata di quella coalizione alle primarie". Lo spiega Pierpaolo Lanzarini, uno degli iscritti ai Verdi che ha espresso delle perplessità sull'assemblea dello scorso 20 maggio e ha parlato di spaccatura all'interno del gruppo. 

Il voto dei Verdi del 20 maggio: restano nella coalizione 

Cosa non torna del voto della settimana scorsa, che avrebbe prospettato un assist alla sindaca di San Lazzaro Isabella Cont, dopo per altro un confronto con l'altro candidato, Matteo Lepore? "Partiamo dall'esclusione dall'assemblea degli iscritti nel 2021. Del tutto comprensibile che si eviti, poco prima delle elezioni, di dare spazio a ingressi che potrebbero nascondere delle strategie politiche (è normale per tutti): ma è anche vero che nel caso penso sia sufficiente escludere gli ultimi arrivati dalle decisioni e non dal dibattito. Senza contare che ci sono stati dei ritardi sul fronte nazionale che hanno spostato alcune tempistiche e così ci troviamo iscritti di quest'anno (magari attratti dalle posizioni assunte a dicembre e gennaio dal partito) che non possono incidere sulla scelta di posizionamento alle amministrative di questo autunno. Noi fra l'altro non abbiamo accesso agli elenchi degli iscritti per ragioni di privacy, quindi non sappiamo neppure chi e quanti siamo. Di certo abbiamo visto delle persone che non avevamo mai conosciuto prima, ma che hanno votato, risultando iscritte negli anni scorsi.

Quali i numeri dell'assemblea dunque? "Parlando di numeri, all'assemblea del 20 maggio è successo che su 37 votanti, 24 hanno votato per l'ingresso in coalizione e 12 abbiano votato contro questa ipotesi. Certo non un plebiscito a favore, visto il terzo in disaccordo. Al momento poi di decidere, con una seconda votazione, se e chi sostenere alle primarie, alcuni hanno abbandonato l'assemblea e abbiamo votato un punto pasticciato all'ultimo minuto dalla presidenza, in cui non si è ben capito cosa si stava votando. Così, alla fine, 18 voti erano a favore (di questi, un certo numero espressi da quelle persone semi-sconosciute di cui sopra) Conti e 15 contro".  

Cosa è di fatto inconciliabile con la coalizione di centrosinistra? "I nostri sì e i nostri no sono molto chiari. Sono tutti messi nero su bianco e dove ci sono incompatibilità si vede perfettamente. Sul passante per esempio, i due candidati alle primarie, al massimo dicono di rimandare, ma non certo di non realizzare l'opera. Se poi stiamo alle dichiarazioni dei vice (Gualmini, Aitini, ecc) e degli altri alleati, l'opera va realizzata ora, senza se e senza ma. E quindi per noi non va. 
Per quanto si possa riporre fiducia nel candidato, in politica contano i numeri…Occorrerebbe un po' di sana diffidenza nei confronti delle promesse da campagna elettorale". 

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E voi, a cui questa cosa non va giù, come vi siete mossi? In quanti siete a opporvi alla scelta che andrebbe a favore di un appoggio alla candidata Conti? "Abbiamo presentato una mozione all'ultima assemblea (quella del voto per le primarie) firmata da 11 iscritti del 2019, e 4 iscritti di quest'anno che però, come già precisato, non  hanno accesso ad esprimere la propria preferenza. Al momento, in un confronto interno al gruppo, è prevalsa la decisione di non farsi coinvolgere in questa campagna per le primarie."

Cosa dovrebbero fare a questo punto i Verdi di Bologna secondo lei? "Dovremmo tornare alle decisioni prese assemblearmente a dicembre e confermate a gennaio dall'esecutivo e poi confermare ancora nell'assemblea di febbraio, e lavorare ad una coalizione alternativa al partito democratico, con forze politiche, comitati e associazioni, così come all'origine dei Verdi. Perchè ricordiamoci che i Verdi sono quelli delle battaglie ambientaliste e non crediamo agli 'opportunismi ecologisti'".

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