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Radioterapia e tumori alla mammella, le aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna punto di riferimento per la ricerca in campo oncologico

Ad ESTRO 2020 presentati dalle radioterapie oncologiche regionali i risultati preliminari dello studio IRMA. Si tratta di uno studio internazionale randomizzato sull’irradiazione della mammella, guidato dalla Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Bellaria

Le Aziende Sanitarie dell’Emilia - Romagna si attestano come punto di riferimento per la ricerca in campo oncologico, con particolare riguardo al tumore della mammella. Il dottor Bruno Meduri, oncologo radioterapista della Radioterapia Oncologica del Policlinico di Modena, diretta dal prof. Frank Lohr, lunedì 30 novembre ha presentato nel corso di una sessione plenaria del congresso Europeo di Radioterapia Oncologica (ESTRO 2020) i risultati preliminari dello studio IRMA. Si tratta di uno studio internazionale randomizzato sull’irradiazione della mammella, guidato dalla Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Bellaria, Azienda USL di Bologna, diretta dal dott. Giovanni Frezza, coordinatore dello studio, insieme a quella del Policlinico di Modena. Una collaborazione preziosa nell’arruolamento è arrivata anche dalla U.O. di Radioterapia dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia diretta dalla Dott.ssa Cinzia Iotti, uno dei 4 centri in regione a disporre di un apparecchio per eseguire, in casi molto selezionati, radioterapia intraoperatoria in seduta unica.

“Lo studio – ha spiegato il dott. Bruno Meduri - ha valutato un innovativo approccio di irradiazione parziale della mammella con radioterapia a fasci esterni, arruolando più di 3000 pazienti tra Italia, Olanda, Israele, Svizzera e Spagna. Tale trattamento consente di ridurre notevolmente la durata complessiva della radioterapia a soli 5 giorni". Il progetto è stato ideato dal dott. Giovanni Frezza e dal Dott. Filippo Bertoni, ex direttore della Radioterapia del Policlinico di Modena, ed inizialmente co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

”L’ipotesi che lo studio vuole verificare – ha affermato il dr. Frezza - è se è possibile ridurre in maniera significativa la durata del trattamento, che negli schemi standard è di 3-5 settimane,  senza comprometterne l’efficacia".

Partito nel 2007 come collaborazione dei principali centri di Radioterapia Oncologica della Regione Emilia-Romagna, ha poi coinvolto 35 centri a livello nazionale ed internazionale. "Un lavoro di squadra  - sottolineano dall'Ausl - che potrebbe cambiare la pratica clinica nelle pazienti sottoposte a chirurgia conservativa con neoplasia mammaria in stadio iniziale".

Il dottor Meduri ha dialogato “virtualmente” col past-president della Società Europea di Radioterapia Oncologica (ESTRO), prof. Umberto Ricardi, presentando i primi risultati. “Sono stati presentati – ha spiegato il dottor Meduri – i dati sugli effetti collaterali e sui risultati cosmetici, confrontando la terapia standard, che prevede l’irradiazione di tutta la mammella con quella sperimentale che irradia solo una parte della mammella. Entrambe le modalità di trattamento hanno presentato un basso tasso di effetti collaterali. Attualmente è in corso l’analisi dei dati di efficacia per confermare l’applicabilità di questa metodica innovativa nella pratica clinica”.
“Se questa ipotesi verrà confermata - ha concluso il dr. Frezza –sarà in futuro possibile rendere il trattamento meno impegnativo per le pazienti ed aumentare il numero delle pazienti trattate nello stesso arco di tempo”.
 

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