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Martedì, 9 Agosto 2022
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Calcioscommesse, Portanova: "Preferisco non parlare, per scaramanzia"

La prima udienza della controversia tra Daniele Portanova nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio si è svolta oggi presso la sede del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport

Daniela Portanova gioca la partita più importante della sua carriera. L'ex capitano del Bologna si è rivolto al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, in merito al suo riscorso contro la squalifica di sei mesi inflitta dalla Commissione Disciplinare e confermata dalla Corte di Giustizia federale, nell'ambito del processo al Calcioscommesse. 

LA SEDUTA ODIERNA - "Preferisco non parlare, per scaramanzia". Il difensore del Bologna, Daniele Portanova, sceglie di non commentare. Nella seduta odierna, il collegio arbitrale presieduto dall'avvocato Dario Buzzelli e composto dal professor avvocato Ferruccio Auletta e dall'avvocato Gabriella Palmieri ha riscontrato il fallimento del tentativo di conciliazione tra il calciatore e la Federcalcio, rappresentata dagli avvocati Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli.

IL LEGALE DI PORTANOVA - "Finalmente abbiamo parlato dell'unico tema che poteva essere plausibile del contraddittorio: l'omessa denuncia. Ci abbiamo messo tre gradi di giudizio per parlarne – dichiara all'uscita dallo Stadio Olimpico il legale di Portanova, Gabriele Bordoni -. Le osservazioni che hanno cercato di sviluppare nel contradditorio si scontrano con un dato oggettivo: nella perplessità non si deve fare nessuna omessa denuncia e quindi l'omissione non si può configurare". Portanova, infatti, è stato condannato per il tentativo di combine di Bologna-Bari del 22 maggio 2011, quando, qualche giorno prima della partita, non denunciò l'incontro con alcuni emissari dell'ex capitano del Bari, Andrea Masiello, giunti nella città emiliana per accordarsi sul match.

L'INCONTRO CON MASIELLO - Incontro a cui il calciatore partecipò assieme a sua moglie, reduci dalla festa del club felsineo in cui, secondo la difesa, il giocatore bevve molto. "È pacifico che non fosse particolarmente sveglio nel contesto del primo incontro ed è allertato da sua moglie – ha spiegato l'avvocato -, ma con tutti quelli con cui va a parlare dell'accaduto lo fa in termini di dubbio.Se in contrasto con la giurisprudenza ordinaria del giudice penale, qui si arrivasse a consacrare un principio molto più vago e sfumato per cui anche la minima perplessità comporta l'obbligo di denuncia allora avremo ogni settimana decine di persone che vanno a denunciare per mettersi le spalle coperte. E non credo che il tribunale voglia accettare questa tesi pericolosissima".

LA DIFESA - La difesa di Bordoni si basa, in subordine, su un altro aspetto. "La condotta è del 18 maggio, la riforma del codice (che aumenta la pena minima per l'omessa a sei mesi, ndr) interviene il 9 giugno. Sul calendario dobbiamo essere tutti d'accordo. Questa è la nostra tesi subordinata: abbiamo chiesto la riduzione di un terzo della pena e il giocatore potrebbe tornare a giocare già domenica", spiega l'avvocato. Tra domani e dopodomani il collegio si pronuncerà sull'istanza cautelare, mentre il termine ultimo per il pronunciamento del lodo è fissato nel 13 ottobre.

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