Aggressioni in strada, cosa fare e cosa no: i consigli dell'insegnante di autodifesa

Emanuela Chiriatti insegna autodifesa: "La prevenzione è fondamentale: attenzione agli auricolari e alla musica, ci isolano e veniamo colti di sorpresa come accaduto al ragazzo aggredito qualche giorno fa"

Aggressioni per strada, rapine, furti con scippo. Negli ultimi giorni leggendo la cronaca saltano agli occhi l'episodio del ragazzo malmenato per un cellulare in via Matteotti, la commessa del supermercato trascinata dal rapinatore, l'aggressione in via Castellata ai danni di un turista: leggendo queste notizie ci si chiede come reagiremmo di fronte a una situazione così difficile, che si consuma in pochi secondi, ma che può diventare particolarmente pericolosa se si fa la "mossa" sbagliata. 

Emanuela Chiriatti è istruttrice federale di una disciplina di autodifesa (il Krav Maga) e insegna a uomini e donne come comportarsi in casi come quelli descritti (Krav Maga Bologna), ma anche come prevenirli quando possibile con alcune accortezze: "La prevenzione è fondamentale e abbassa i rischi, non ci stanchiamo mai di dirlo e ci rivolgiamo spesso alle donne, perchè se è vero che la prestanza fisica ha un peso, è vero anche che non è solo la stazza a determinare chi può avere la meglio in una colluttazione". 

Partiamo dai casi di cronaca avvenuti negli scorsi giorni...come li commenta nell'ottica della prevezione?

"La vittima dell'aggressione di via Matteotti, indossando gli auricolari, era isolato. Ecco il primo errore, ecco dove si può fare prevenzione: la musica in entrambe le orecchie ci chiude in un ambiente ovattato e diventiamo soggetti più 'facili'. A proposito del cellulare: anche stare al telefono non è consigliabile. Ci sentiamo più sicuri magari perchè dall'altro capo c'è una persona che sa dove siamo, ma appunto quella persona sta dall'altro capo del telefono e non può intervenire in caso di aggressione. La chiamata quindi ci distrae dai pericoli e ci rende più vulnerabili...".

E allora che fare per agire al meglio?

"Intanto appunto evitare questo isolamento, cuffie e auricolari vari. Per esempio è utile guardarsi in giro e cambiare strada se si nota qualcuno che pare avere intenzioni non buone o sembra agitato, tenere le chiavi di casa in mano per averle subito a disposizione in prossimità del portone, entrare in un bar o in un negozio se si nota qualcuno che ci insospettisce. E' utile anche portare con sè uno spray al peperoncino. Naturalmente evitando di rasentare la paranoia".

A proposito di spray al peperoncino: ultimamente se ne è parlato per il suo uso non corretto, è però un'arma di autodifesa utile?

"Se ne è parlato per il caso della discoteca di Corinaldo, occasione nella quale ne è stato fatto un cattivo uso. Per la difesa personale è un ottimo alleato perchè distrae l'aggressore e ci consente di allontanarci in fretta". 

Armi di autodifesa: cosa pensa di chi porta con sè una lama, magari un piccolo coltellino a serramanico?

"Lo sconsiglio vivamente, anche perchè ci si potrebbe ritorcere contro. Siamo sicuri di saperlo usare? Di poter colpire andando a segno? Senza contare le coseguenze dell'eccesso della legittima difesa, che non è ammessa dalla legge". 

Lei è insegnate uno dei metodi anti-aggressione più efficaci, di che si tratta esattamente?

"Il suo nome è Krav Maga ed è una disciplina nata in Israele negli anni Quaranta e poi diffusasi in tutto il mondo. A Bologna E' orientata totalmete all'autodifesa ed è una tattica di combattimento corpo a corpo finalizzata anche alla difesa di una terza persona. Oltre alle tecniche di autodifesa, nel krav maga riveste particolare importanza lo studio delle tecniche per la protezione di terza persona, come pure le difese da attacchi e/o minacce armate (siano esse effettuate con armi bianche o da fuoco). Inutile dire che, per tutto quanto sopra detto, il krav maga rappresenta uno dei più efficaci metodi di antiaggressione femminile. Ho iniziato la pratica a Bologna nel 2005 come allieva e mi sono avvicinata all'insegnamento in seguito, poi a partire dal 2009 sono diventata istruttrice della Federazione SIKM, trainer e master: negli ultimi 4/5 anni c'è stato un boom di iscritti ai nostri corsi, che in città si tengono in diverse palestre". 

Più uomini o più donne? In occasione della giornata contro la violenza sulle donne avete fatto sensibilizzazione...come va in questo senso? 

"Gli uomini ai corsi di autodifesa sono al 90%, ma stiamo assistendo a una ripresa del gentil sesso. Molte donne si vergognano, non credono possa accadere qualcosa di brutto proprio a loro, oppure dicono che non vivono situazioni a rischio, che girano in auto...purtroppo non è così, nessuno è immune". 

E a un corso di autodifesa cosa si fa esattamente? Cosa si impara?

"Fra corsi e lezioni private si impara prevalentemente la prevenzione e come evitare situazioni di pericolo, attraverso esercizi che simulano eventi rischiosi che sovente di paralizzano nello stato chiamato 'freezing', che ben rende l'idea del congelamento che ci blocca. Si impara a capire fino a dove ci si può spingere, come distrarre l'aggressore e trovare la giusta via di fuga...sono lezioni da un'ora e mezza che non prevedono esercizio fisico (non facciamo riscaldamento prima di uscire di casa!) e come dicevo tante simulazioni di combattimento in coppia. Il tutto ovviamente controllato per l'incolumità di tutti. Quella che si raggiunge è una maggiore consapevolezza, preferisco non parlare di sicurezza". 

Le 6 Regole di auto-difesa da non scordare:

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