Cronaca Via Larga, 49

Incendio via Larga. L’odissea di Erik Babini: “All'Acer qualcuno si dimetta”

Ancora fuori di casa l'inquilino del condominio di via Larga noto ormai per la tragedia che ha ucciso un uomo: "Acer non fa nulla... mi hanno detto che tutto era a posto... ma l'aria era velenosa"

Erik Babini, titolare dell’edicola Due Torri di Strada Maggiore 3 e inquilino del terzo piano dello stabile di via Larga andato a fuoco, racconta a Bologna Today, l’odissea che sta vivendo dopo la tragedia: il suo appartamento è inagibile a causa dell’aria ancora irrespirabile, mentre Acer sembra voler ignorare la sua situazione, nonostante le varie segnalazioni. “Il Comune dovrebbe chiedere spiegazioni, visto il patrimonio immobiliare gli appartiene. Serve una perizia seria: fra 10 anni si potrebbe anche  morire di tumore a causa di queste micro-particelle inalate”. Ecco il diario “giorno per giorno” di un cittadino che si sente abbandonato.

Cosa è successo subito dopo l’incendio?
Quel giorno sono venuti a casa mia due tecnici, che dopo aver fatto solo alcuni passi nel mio corridoio, mi hanno detto che era tutto a posto. Io mi sono fidato di loro anche se l’odore era ancora fortissimo e mi sono limitato a pensare che fosse normale, visto che non mi era mai capitata una cosa del genere. Sono poi tornato al lavoro.

E quando è rincasato?
Si sentiva che l’aria era velenosa, non era solo puzza, era qualcosa di irritante. la porta dell’appartamento bruciato era ancora aperta (non avevano messo neppure un telo) e c’era ancora puzza di bruciato in tutto il mio appartamento, in particolare in salotto. Così sono stato costretto a dormire fuori casa.

Ci sono altri condomini in difficoltà? Lei, con chi vive?
Ci sono i signori Bianchi: una coppia di anziani con qualche problema di salute (lui soffre di asma!) e anche loro dormono fuori da giorni per non inalare sostanze tossiche. Io vivo con la mia compagna e con quattro gatti.

Ha chiamato qualcuno?
Dopo aver trascorso la prima notte fuori, il sabato mattina ho preso in mano il telefono e ho provato a chiamare tutti gli enti che mi potessero rispondere di sabato (Acer è chiusa): 113, 112, Arpa, Vigili Urbani…ma tutti mi dicevano che non era il numero giusto e che avrei dovuto chiamare qualcun'altro. L’unico che mi ha ascoltato è stato il responsabile dei Vigili Urbani, il signor Cumani: mi ha telefonato, si è scusato, ci siamo incontrati, è stato stilato un verbale ed è stata inviata via fax ad Acer la richiesta per un alloggio sostitutivo.

Ma ancora nulla…
Infatti. Ho aspettato il lunedì, poi ho chiamato l’Acer per far richiedere la perizia dell’USL sottolineando che non c’entrava l’agibilità dell’edificio, ma la respirabilità dell’aria. Ho lasciato i miei recapiti, ma nessuno si è fatto vivo. Ho richiamato, ma nessuno mi ha risposto. Allora ho fatto da me: ho chiamato la USL per la perizia, da cui è emerso che non si esclude che l’aria sia realmente pericolosa.

Quando decide di raccontare la vicenda al consigliere Daniele Carella?
Il mercoledì mattina. Mi sono fermato alla sua edicola (siamo colleghi!) e gli ho raccontato ciò che mi stava succedendo: lui ha depositato immediatamente l’interpellanza , insieme alla Salsi hanno presentato la problematica alla Giunta e c'ero anche io: hanno considerato insoddisfacente la risposta di Rizzo Nervo. “Quello che stai dicendo è falso”, mi sono lasciato scappare quando si è parlato di quello che era stato fatto da Acer.

Che cosa chiede?
Oltre a una soluzione abitativa temporanea e a una perizia scientifica seria, domando al Comune di chiedere spiegazioni ad Acer, visto che è il Comune stesso il proprietario di questi immobili. Penso inoltre che qualcuno in Acer dovrebbe dimettersi: quando venerdì sono andato lì di persona ho preso il mio numerino e ho aspettato. Arrivato il mio turno ho spiegato la situazione all’impiegata che a sua volta ha telefonato all’ufficio manutenzione: “Hanno mandato a quel paese anche me” mi sono sentito dire.  
 

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