Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Minori non accompagnati, la proposta: "A Bologna hub da 50 posti, no al Cpr"

Oggi l'incontro con il Ministro Piantedosi per parlare dell'ipotesi e della distribuzione dei migranti. Il Comune ribadisce la contrarietà al centro rimpatri sotto le due torri

Un hub da 50 posti o due strutture da 25. Bologna si prepara così a far fronte al massiccio arrivo di migranti minori non accompagnati, dopo l'incontro di venerdì tra il sindaco Matteo Lepore e il commissario all'emergenza migranti, Valerio Valenti, come riferisce la Dire. 

Ieri un incontro in Prefettura, dove la proposta è stata accolta, riferisce l'assessore al welfare, Luca Rizzo Nervo: "Una governance condivisa tra Comune e Prefettura e con una modalità di gestione del tutto simile al Sai (Sistema Accoglienza Integrazione - ndr), quindi anche per essere un presupposto alla seconda accoglienza. Questo è il presupposto condiviso da cui ci siamo mossi e su cui abbiamo trovato un risconto ulteriore".

Per il Comune rimane necessario "costruire un sistema ulteriormente virtuoso che tra la prima e la seconda accoglienza consenta fluidità per costruire percorsi protettivi per i minori e possibilmente anche una loro migliore distribuzione nazionale - ribadisce l'assessore - che ora non c'è e produce una concentrazione su Bologna e sull'Emilia-Romagna al momento troppo alta".

No del Comune al Cpr

Nella riunione di ieri non si è parlato dell'ipotesi di riaprire un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) sotto le Due torri, come auspicato dal Questore Isabella Fusiello in un'intervista, a cui il Comune è contrario: "Assolutamente no, non è un tema all'ordine del giorno", afferma Rizzo Nervo "abbiamo espresso parole chiare: è un dibattito nato e finito".

Per la Lega, invece, avere un Cpr "sarebbe utile per fare uscire più celermente da Bologna e dall'Italia coloro che non hanno diritto a rimanere. Garantito rifugio, diritti e dignità ai profughi e ai bambini, verificato chi fugge realmente da una guerra e chi no, è fisiologico far uscire chi non ne ha diritto", dichiara il capogruppo a Palazzo D'Accursio, Matteo Di Benedetto. In maggioranza "non vogliono dichiarare lo stato di emergenza e non vogliono le relative risorse - continua il leghista - perché non vogliono il Cpr, vogliono tenere tutti a Bologna, non solo chi scappa dalla guerra". Per Di Benedetto "ha ragione il questore, i Cpr servono, sono fisiologici proprio se si vuole fare una giusta accoglienza che dia una reale possibilità a chi scappa dalla guerra. Se non si va in questa direzione, presto o tardi il sistema collasserà". 

I nuovi hub

Dovranno essere garantiti anche sevizi di screening sanitario (era presente anche l'Ausl), coma la verifica dell'età e della presenza sul territorio nazionale di eventuali parenti. "Si è indagato operativamente come fare queste cose, ognuno all'interno delle proprie responsabilità, in questo caso prioritariamente dell'Azienda sanitaria e delle forze dell'ordine", riferisce Rizzo Nervo.

Sul tavolo ci sono già diverse strutture "che possano essere adeguate non solo ad avere posti in più ma anche a svolgere le funzioni. Ci sono più ipotesi che stiamo valutando come Comune e Prefettura, dalle verifiche che ne deriveranno - continua l'assessore - sapremo se sarà una struttura unica da 50 posti o se saranno due da 25, da questo punto di vista il modello è abbastanza malleabile".

Per quanto riguarda la collocazione dell'hub o degli hub, "ci sono alcune opzioni all'interno della città e alcune sul territorio metropolitano - si deciderà in base a - un criterio di adeguata risposta alle funzioni e di luoghi che hanno bisogno di avere tutti i requisiti per essere giustamente protettivi", spiega l'assessore.

Un'altra richiesta rilanciata da Palazzo D'Accursio è quella di "ampliare la rete Sai per la seconda accoglienza", ricorda Rizzo Nervo.

Oggi l'incontro con Piantedosi 

L'assessore e il sindaco Matteo Lepore oggi si incontrano con il ministro dell'interno Matteo Piantedosi su richiesta dall'Anci nazionale "anche per chiedere conferma del fatto che ci sia la disponibilità del ministero, come detto già l'altro giorno, a sostenere e finanziare questa progettualità".

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