Coronavirus, riparte la cultura: la Pinacoteca apre due mostre che celebrano Raffaello

Nell’ambito dei progetti promossi dal “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni della morte di Raffaello” del Mibact, la Pinacoteca Nazionale di Bologna lancia due mostre dedicate al protagonista indiscusso del Rinascimento

Cinquecento anni dalla morte di Raffaello. Un anniversario che la Pinacoteca di Bologna celebra aprendo oggi, nel rispetto dell’ordinanza della Regione Emilia-Romagna e del decreto del Ministero della Salute per contenere la diffusione del coronavirus (qui le misure previste dal 2 all'8 marzo), due mostre dedicate al protagonista indiscusso del Rinascimento:  “La fortuna visiva di Raffaello nella grafica del XVI secolo. Da Marcantonio Raimondi a Giulio Bonasone” e “Alfonso Lombardi: il colore e il rilievo”

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Un ottimo modo per celebrare non solo la ricorrenza storica, ma anche la ripresa della cultura che questa settimana almeno con i musei e con le restrizioni del caso, riapre le sue porte al pubblico dopo una settimana di congelamento. Il decreto firmato dal premier Giuseppe Conte infatti conferma l'apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. 

Fra le riaperture da segnalare, quella della Torre degli Asinelli. Anche la Biblioteca dell'Archiginnasio è aperta e i servizi bibliotecari sono funzionanti, ma tutte le iniziative culturali e gli eventi sono annullati fino a domenica 8 marzo secondo quanto stabilito dalle disposizioni dell'autorità competente per il contrasto al coronavirus. Riprendono le visite turistiche al Palazzo dell'Archiginnasio, a condizione che non ci siano assembramenti di persone e che i visitatori rispettino la distanza tra loro di almeno un metro. Riaperte da martedì 3 marzo le sedi del circuito museale di Genus Bononiae. Musei nella città, a cominciare dal Complesso di Santa Maria della Vita, dove sarà di nuovo visitabile il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dall’Arca e, nell’Oratorio, la mostra “Women. Un mondo in cambiamento”, con gli scatti provenienti dagli archivi del National Geographic che documentano la condizione femminile a varie latitudini e in un arco di tempo di 100 anni: il biglietto di ingresso alla mostra può diventare una valida idea regalo per la festa della Donna di domenica 8 marzo. Riaperto anche il MAST

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Le due mostre in Pinacoteca. Nell’ambito dei progetti promossi dal “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni della morte di Raffaello” del Mibact, la Direzione Musei Emilia Romagna organizza presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna due mostre dedicate al protagonista indiscusso del Rinascimento, parti del progetto Un dialogo tra le arti a Bologna nel segno di Raffaello.

La prima mostra “La fortuna visiva di Raffaello nella grafica del XVI secolo. Da Marcantonio Raimondi a Giulio Bonasone” a cura di Elena Rossoni sarà un modo per entrare nel vivo del rapporto di Raffaello Sanzio con la produzione incisoria, attraverso gli artisti che con lui lavorarono o che furono tra i primi protagonisti della diffusione delle sue idee dopo la sua morte.

La seconda mostra dal titolo “Alfonso Lombardi: il colore e il rilievo”, a cura di Alessandra Giannotti e Marcello Calogero, è dedicata allo scultore Alfonso Lombardi, artista che, formatosi nel solco della tradizione scultorea padana, fu in grado di aggiornare in senso raffaellesco il proprio stile ancor prima di recarsi a Roma nel 1533.Furono determinanti lo studio dei disegni e delle incisioni tratte da opere del maestro e i
contatti con pittori che all’urbinate avevano guardato.

Nei suoi soli 37 anni di vita Raffaello è riuscito a lasciare un'impronta indelebile sull'intera arte occidentale, creando modelli fondativi, recepiti ed elaborati per secoli. A promuovere una capillare diffusione del suo stile fu lo stesso Raffaello, quando decise di affidare i propri disegni ad incisori, contribuendo così ad amplificare la propria fama. Del resto l’Emilia, con i suoi vivaci centri di Bologna, Ferrara, Modena e Piacenza, già prima del 1520, era stata segnata da uno speciale quanto precoce interesse per Raffaello: lo dimostra in particolare Bologna, dove era ben visibile nella chiesa di San Giovanni in Monte l'Estasi di Santa Cecilia del Sanzio oggi conservata presso la Pinacoteca Nazionale.

Le mostre della Pinacoteca Nazionale saranno aperte da martedì a domenica con orari 8:30-19:30. Il biglietto intero costa 8 euro e sono previste agevolazioni per ragazzi da 18 ai 25 anni, per i possessori della Card Musei Metropolitani, Welcome Card e Card Cultura ed è gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni.  Invariate le altre agevolazioni e le gratuità previste per legge. Con il biglietto della mostra è possibile accedere anche alla collezione della Pinacoteca Nazionale di Bologna e a quella di Palazzo Pepoli Campogrande.
La mostra è a pagamento anche nelle giornate di apertura gratuita delle due sedi della Pinacoteca Nazionale.

Pinacoteca: la scheda delle mostre 
 

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