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Rider a processo dopo blitz Ugl: "Ma quale aggressione, abbiamo suonato il campanello"

Dopo la citazione diretta a giudizio tra i militanti di Riders Union c'è ottimismo sull'esito giudiziario che vede una decina di ciclofattorini accusati di imbrattamento e violenza privata. "Da parte del sindacato narrazione vittimista"

"Si parla veramente solo di una scritta cancellata cinque minuti dopo e due volantini, nessuno ha aggredito nessuno: siamo entrati suonando il campanello". Insomma, "tutte le accuse cadranno in sede processuale". E' pronto a scommettere Tommaso Falchi, portavoce di Riders Union Bologna, commentando con la 'Dire' la decisione della Procura che ha stabilito di mandare a processo dieci ciclofattorini per la protesta effettuata nella sede dell'Ugl lo scorso 21 settembre.

"Siamo tranquilli, ribadiamo quello che abbiamo già detto mesi fa quando arrivarono l'avvio e poi la fine delle indagini: rivendichiamo quello che abbiamo fatto, non è successo niente di che ma solo una semplice iniziativa- continua Falchi- per denunciare un accordo truffa che in tutta Italia i riders, mobilitandosi, hanno dimostrato di non volere".

Ci fu "una conferenza stampa in cui eravamo tutti a volto scoperto, in quanto sindacato riconosciuto: si parla- sottolinea il rider- delle stesse persone che il giorno prima e il giorno dopo erano ai tavoli di contrattazione sia locali che nazionali". Ugl, invece, "non rappresenta nessuno nel nostro settore e quel giorno siamo andati a dirlo loro in faccia", aggiunge Falchi.

"Poi da parte loro è stata costruita una narrazione vittimista a scopo di propaganda, ma intanto i riders- insiste Falchi- continuano a dire che quel contratto non lo vogliono, mentre noi continuiamo con le nostre rivendicazioni e il nostro percorso". A questo proposito, "stanno ripartendo i tavoli nazionali e ci interessa parlare di queste cose concrete, per dire che se la situazione non si sblocca- avverte Falchi- riprenderemo senz'altro la mobilitazioni e gli scioperi".

In particolare, sempre parlando della situazione nazionale, "stiamo lavorando al protocollo sul caporalato e a quello sulla salute. A breve dovrebbero essere emendati e speriamo che nei prossimi giorni vengano firmati da tutte le parti", spiega Falchi.

Poi, con tutti gli ostacoli legati alla crisi di Governo, "c'è la questione più importante relativa al tavolo su salario, diritti e tutele. Ci è stato detto che saremo riconvocati ma noi stiamo cercando di mettere pressione- afferma il rappresentante di Riders Union Bologna- perché il food delivery aumenta, le aziende fatturano milioni ma noi continuiamo a lavorare nelle stesse condizioni, anzi in alcuni casi sono anche peggiorate".

Per quanto riguarda poi il contesto cittadino, tra una settimana è previsto un incontro con MyMenu, piattaforma firmataria della Carta di Bologna e quindi "meno peggio delle altre", dice Falchi: però "un po' di problemi ci sono, ma ci sono normali relazioni sindacali e li affronteremo".

Ad esempio, spiega sempre il rider, si discuterà delle indennità per i giorni di maltempo e festivi, "che sono inserite nella Carta ma poi sono venute un po' meno". Infine, "stiamo lavorando con l'amministrazione per organizzare ai primi di febbraio un altro punto tamponi", conclude Falchi: "Ci siamo per collaborare su questo e offrire uno screening gratuito a tutti i riders". (Pam/ Dire)

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