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Covid-19, ristoratori in piazza col manifesto anti-crisi: "Un tampone anche per il rispetto del piccolo imprenditore"

Borsarini, chef del ristorante La Lumira e presidente dell’Associazione Tour-Tlen in rappresentanza del movimento regionale: "Siamo in 700 e ci mettiamo a disposizione. E' il momento di agire e dobbiamo farlo in fretta"

 

"Il nostro primo problema è la liquidità. Il secondo quello di infondere positività. Se prima chiedevamo un atto di coraggio, occhi chiediamo un atto di responsabilità e ci mettiamo a disposizione di chi decide i protocolli per condividere consigli e soluzioni immediatamente praticabili per il settore": questa la voce di Carlo Alberto Borsarini, chef del ristorante La Lumira e presidente dell’Associazione Tour-Tlen. E' lui a rappresentare il movimento Ristoratori Emilia-Romagna in un tour che ha toccato oggi diverse città della regione, con una tappa pomeridiana a Bologna. Obiettivo: sensibilizzare gli amministratori nazionali, regionali e locali e l’opinione pubblica sui problemi che in queste settimane di prolungata emergenza attanagliano i ristoratori. 

"Siamo di fatto un gruppo formatosi come unità di crisi a seguito dell'emergenza per il Coronavirus, senza schieramenti politici nè appartenenza ad associazioni di categoria, con le quali però vogliamo confrontarci sulle questioni calde, anche se il problema è ampio e con diverse stratificazioni accumulatesi nel tempo - continua Borsarini durante la conferenza stampa itinerante che a Bologna ha fatto sosta sotto la fontana (spenta) del Nettuno - e abbiamo redatto un manifesto con i punti chiave che andranno sul tavolo della Regione. Ad oggi hanno aderito circa 700 realtà". Il tema per la tappa bolognese è stato quello dei voucher, fondamentale per chi assume e per chi lavora. 

Quali sono i punti "chiave" per superare le problematiche dovute al Covid-19

La voglia di ripartire è tanta e sono 24 i punti per riuscire a creare le condizioni economiche e operative per rendere la riapertura dei ristoranti meno "pesante": un manifesto che le riassume una serie di richieste e di proposte per evitare la morte di molte realtà pressate da questa pesante crisi dovuta al lockdown e mettere in rete passione e competenze e farne sintesi, per dare il proprio contributo ai soggetti decisori, nazionali, regionali e locali, affinché possano attingere suggerimenti e valutazioni da chi vedrà ricadere sulla propria pelle le decisioni assunte a livello politico e amministrativo. 

"Il primo risultato è un vero e proprio manifesto che riassume una serie di richieste e proposte, volte a evitare che molti, troppi ristoratori possano essere schiantati dal peso conseguente al prolungato blocco delle attività, oltre ad introdurre e indicare alcune azioni da adottare per rendere operativa e sicura la riapertura. Ventiquattro punti, suddivisi in tre blocchi, che affrontano le diverse problematiche che l’emergenza COVID-19 ha creato nell’intero settore. Si apre con le misure ritenute vitali ed urgenti come la sospensione di leasing e mutui fino al 31.12.2020 e recupero delle mensilità congelate in coda al periodo previsto dalla relativa misura, la proroga della cassa integrazione straordinaria fino al 31.12.2020 per il personale in forza al 23.02.2020 e la richiesta di ottenere un credito d'imposta al 60% dei canoni di locazione riconosciuto al proprietario degli immobili commerciali fino al 31.12.2020 con il rimanente 40% a carico del locatore e misura semplificata (cedolare secca). E si prosegue con indicazioni che riguardano interventi che possono essere adottati dalle amministrazioni locali. In questo caso l’attenzione si concentra, tra l’altro, sulla cancellazione, per l'anno 2020, delle imposte locali (ad esempio TARI, IMU, tasse d'affissione, occupazione suolo pubblico) e tariffario ridotto del 50% per i primi sei mesi del  2021, detrazioni d'imposta per chi fa turismo in Emilia-Romagna, allungamento degli orari di apertura delle attività almeno nel week end".

  • Sospensione leasing e mutui fino al 31.12.2020 e recupero delle mensilità congelate in coda al periodo previsto dalla relativa misura posta in essere;
  • Proroga della cassa integrazione straordinaria fino al 31.12.2020 per il personale in forza al 23.02.2020.
  • Credito d'imposta al 60% dei canoni di locazione riconosciuto al proprietario degli immobili commerciali fino al 31.12.2020 con il rimanente 40% a carico del locatore e misura semplificata (cedolare secca).
  • Cancellazione per l'anno 2020 delle imposte nazionali e locali (ad esempio TARI, IMU, tasse d'affissione, occupazione suolo pubblico) e rateizzazione dei pagamenti degli acconti IRES e IRAP previste per giugno 2020, senza interessi.
  • Sospensione e rateizzazione delle utenze per tutto il periodo di chiusura delle attività.
  • Individuazione di risorse a fondo perduto parametrati al fatturato perso.
  • Modalità di riapertura con tempi e modalità certe condiviso con gli operatori di settore.
  • Accesso al credito agevolato tramite prestiti bancari garantiti al 100% da Medio Credito Centrale di durata non inferiore a 10 anni, importo fino al 20% dei ricavi dell'anno precedente, preammortamento di minimo 24 mesi e prima rata non prima di 12 mesi. Tasso d'interesse calmierato max 0,8%.
  • Per le nuove attività l'importo massimo sarà uguale al 100% del ricavo medio mensile.
  • Autorizzazione delle attività di somministrazione all'asporto nei termini già previsti per altre attività quali gastronomie, forni, ecc.
  • Credito d'imposta del 100% su tutti gli articoli necessari a mettere a norma le attività di somministrazione: visiere, mascherine, guanti, gel disinfettante, strumenti per il distanziamento, ecc.
  • Innalzamento del sussidio già in essere (600,00€) per i titolari di partiva Iva a 1.000,00€ per tutto il periodo dell'emergenza.
  • Riattivazione di strumenti per il lavoro occasionale accessorio come i voucher.
  • Riattivazione del fondo Eureka per investimenti sull'attività produttiva nel settore della ristorazione.
  • Possibilità per il 2020 di non effettuare ammortamenti materiali ed immateriali in bilancio (intervento a costo zero) per ridurre i costi economici ed evitare/diminuire perdite. E' comunque un dato oggettivo che le imprese coinvolte per mesi non utilizzeranno i propri beni. 
  • Allungamento dell'inibizione delle dichiarazioni di fallimento (oggi con data ultima al 30 giugno 2020) fino al 30 settembre 2020.
  • Accordo per sospensione/riduzione dei costi SIAE per tutto il 2020.
  • Cancellazione per l'anno 2020 delle imposte locali (ad esempio TARI, IMU, tasse d'affissione, occupazione suolo pubblico) e tariffario ridotto del 50% per i primi 6 mesi del 2021.
  • Detrazioni d'imposta per chi fa turismo in Emilia-Romagna.
  • Aumento degli spazi concessi per l'occupazione suolo pubblico e
  • autorizzazioni per dehor fissi tutto l'anno, dove consentito dalla Sovrintendenza.
  • Allungamento degli orari di apertura delle attività e delle distese almeno nel week end.
  • Politiche di gestione parcheggi per agevolare l'accesso alle città che soprattutto in Romagna hanno costi proibitivi.
  • Romagna - Superamento delle questioni “dehor" dove si affianchi al prerequisito estetico e di compatibilità, l'eliminazione di prerogative afflittive che nulla hanno a che vedere con la logica ed il senso di ospitalità (coperture permeabili e tamponamenti parziali, ad esempio).
  • Trasporti pubblici anche in orario notturno da e per le città e accordi speciali con gestori servizi Taxi per tariffe agevolate nei week end e notturne. 

"Il primo tampone è quello per capire se si è positivi al virus. Il secondo tampone è il rispetto per il piccolo imprenditore

Carlo Alberto Borsarini

La prossima settimana il tavolo in Regione: incontro con l'assessore Corsini

Previsto per la prossima settimana un incontro con l'Assessore Turismo e Commercio Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini: "Abbiamo un appuntamento con la Regione durante il quale discuteremo tutti i punti del nostro manifesto - spiega Borsarini - e rifletteremo sul fatto che la nostra è la regione del cibo, così come è conosciuta anche all'estero. Non siamo quel genere di ristorazione per la quale un cliente entra, consuma in fretta ed esce: per noi il food è molto altro e questo va considerato". 

Una conferenza stampa a tappe: da Piacenza a Rimini

Quella di oggi è stata una conferenza stampa a tappe, che si è sviluppata nell’arco di un’intera giornata. Non una protesta rumorosa, bensì un’occasione per far sentire la voce dei professionisti del settore e fornire, condividendoli, consigli sulle soluzioni effettivamente praticabili e sostenibili affinché si possa trovare un punto di equilibrio tra la tutela, primaria, della salute e la possibilità di esercitare l’attività imprenditoriale. In ciascuna delle località toccate – Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna Ferrara e Rimini - era presente il ristoratore-portavoce che rappresenta l’intera provincia. A lui è stato affidato il compito di presentare le finalità del Movimento, i contenuti principali del manifesto con le proposte elaborate e, infine, di focalizzare l’attenzione sulle peculiarità del territorio in cui lavora


 

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