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Scioperi 26 marzo: trasporti, scuola e sanità a rischio stop

I settori coinvolti nel fermo indetto da diverse sigle sindacali

Vari settori a rischio per lo sciopero indetto da diverse sigle sindacali per la giornata di venerdì 26 marzo. 

Sciopero Trasporti venerdì 26 marzo: bus a rischio a Bologna

Sciopero di 24 ore con fermo del personale Tper del bacino di Bologna. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.

Sciopero Tper, quali le corse garantite 

Sciopero scuola venerdì 26 marzo 

Oltre ai trasporti, venerdì 26 marzo anche la scuola è a rischio. Cobas Bologna e il Coordinamento precari della scuola saranno in Piazza del Nettuno alle 10 per far sentire la loro voce nella giornata dello sciopero nazionale della scuola. 

"Usciamo dagli sche(r)mi" perché "questa casa non è una scuola". Manifestazioni, presidi, flashmob,  lezioni all'aperto lanciate da Priorità alla Scuola in tutta Italia, in concomitanza con lo sciopero del comparto "perché la scuola riapra, perché la scuola torni a funzionare. Questo è in gioco con le risorse del Recovery Fund: questo è il motivo per cui vogliamo e dobbiamo vincere la battaglia per quelle risorse e il modo in cui quelle risorse saranno usate", concludono gli organizzatori. 

Sciopero della scuola: presidio in Piazza Nettuno

In sciopero anche la sanità il 26 marzo 

USB ha proclamato lo sciopero regionale dei lavoratori della sanità pubblica e privata, aziende pubbliche di servizio alla persona (ASP) e cooperative sociali che gestiscono servizi sanitari e socio-sanitari con presidio presso la sede della Regione Emilia Romagna.

"Le condizioni di lavoro e la sicurezza delle operatrici e degli operatori della salute, la revisioni dei criteri di accreditamento delle strutture socio-sanitarie ed i potenziamento della sanità pubblica sono il presupposto per un miglioramento delle prestazioni sanitarie, al fine di assicurare una presa in carico globale della popolazione e restituire centralità alla relazione di cura". Per queste ragioni, sottolinea Usb Emilia-Romagna, "abbiamo proclama lo sciopero regionale dei lavoratori della sanità pubblica, sanità privata, aziende pubbliche di servizio alla persona, cooperative sociali, associazione e società operanti in appalto, concessione e in accreditamento nei servizi sanitari e socio-sanitari".

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