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foto Dire

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Scuole, blitz delle maestre in Comune: 'No due pesi e due misure per gli insegnanti'

In corteo in 200, bocciano Merola, che in campagna elettorale 'aveva firmato un documento in cui prometteva di non cambiare il contratto della scuola. Poi la sua versione è cambiata'. Dicono no "a concorsi assurdi" e a stipendi diversi da insegnante a insegnante. Al loro fianco, in piazza, anche la politica

Maestre in protesta ieri a Palazzo D'Accursio, dove hanno fatto irruzione durante la seduta di Consiglio comunale, con striscioni contro la politica scolastica della giunta Merola. La seduta è stata bloccata dalla vicepresidente Paola Scarano perchè il regolamento comunale vieta l'esposizione di cartelloni. Le maestre invece ci tenevano a che il loro messaggio arrivasse forte e chiaro a destinazione: le insegnanti delle scuole materne aderenti (o simpatizzati) all'Adi ''bocciano'' il sindaco e il suo mandato amministrativo.

Non è la prima volta che protestano: a lungo hanno contrastato il progetto dell'Istituzione scuola e la stabilizzazione delle precarie storiche con il contratto degli enti locali (e quindi perdendo quello che le equipara alle insegnanti dello Stato), arrivando anche alla battaglia legale per il Tar, e ieri sono tornate sul piede di guerra.

Un corteo con circa 200 maestre è partito da via San Felice e, scortato da Carabinieri e vigili urbani,  cantando filastrocche fino al primo piano di Palazzo D'accurso. "Merola in campagna elettorale- dice Alessandra Cenerini presidente dell'Adi- aveva firmato un documento in cui prometteva di non cambiare il contratto della scuola. La sua versione è cambiata negli anni passando da ''lo cambio solo se costretto'' all'attuale situazione in cui si prospetta una scuola con due pesi e due misure per gli insegnati. Ci saranno insegnati che faranno un orario e percepiranno uno stipendio e altri, quelli con il contratto degli enti locali, che lavoreranno di più percependo meno". Circa 2-3.000 euro in meno all'anno. Per cui "vogliamo una nuova amministrazione. A Merola non vogliamo più chiedere niente". Emblematico il loro striscione: "Sindaco della tua politica ci ricorderemo quando nel 2016 voteremo".

"Siamo in piazza per solidarietà con le nostre colleghe- ha spiegato alla Dire una maestra di ruolo da 27 anni- perchè ci sono persone, madri di famiglia, che dopo aver passato due concorsi si sono viste bocciare durante un esame assurdo", cioè la procedura del Comune per stabilizzare il precariato con 158 assunzioni nell'Istituzione. Il corteo, prima di salire in Consiglio, ha liberato palloncini a forma di cuore "simbolo del nostro amore per la scuola", spiega la maestra Elena Foresti.

In strada anche i consiglieri comunali Mirco Pieralisi (Sel), Daniela Turci (Pd), Marco Piazza (M5s), Massimo Morganti (altro grillino) e il consigliere regionale pentastellato Silvia Piccinini. "Il fatto di negare il contratto della scuola alle nuove assunte è di fatto il Jobs act delle maestre", attacca Pieralisi, presidente della commissione Istruzione del Comune. "È disdicevole che questo accada a Bologna, città dove c'è un amore sconfinato per la scuola", aggiunge. Sul piede di guerra anche i grillini: "Non c'è' stato mai nessun confronto. La giunta è andata avanti con le sue politiche chiudendo la porta in faccia, anche fisicamente, alle maestre".

(agenzia Dire)

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