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Abbattimento di 36 alberi in Via Torino: "Grave errore smantellare le grandi piante in contesti urbani"

Il climatologo Stefano Materia dopo aver girato un video diffuso sui social motiva il suo disappunto: "Le grandi piante forniscono importanti servizi ecosistemici, ovvero contributi diretti e indiretti al benessere delle persone e alla nostra economia"

L'abbattimento di 36 alberi in via Torino ha provocato la reazione di parecchi cittadini che in zona ci abitano o la frequentano: stupore e disappunto espresso attraverso tanti post sui social, spesso accompagnati da foto che mostrano i grossi tronchi ormai separati dalle proprie radici giacere sul ciglio della strada su cui hanno fatto ombra per decenni. La decisione di abbatterli (parte del piano dirifacimento dei marciapiedi della città) il Comune di Bologna l'ha presa perchè "Si tratta di un filare di bagolari, gli alberi noti anche come 'spaccasassi' per la forza delle loro radici, che hanno creato rigonfiamenti, avvallamenti e dissesti". Gli alberi verranno sostituiti con esemplari di Zelkova serrata di circa 5 metri di altezza. 

A contestare la scelta non ci sono solo cittadini comuni, a girare e pubblicare un video (qui il VIDEO) nel quale si spiega perchè questo abbattimento sarebbe sbagliato, anche Stefano Materia, scenziato del clima per Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e dunque esperto dell'argomento e competente. Gli abbiamo chiesto di rispondere a qualche domanda specifica per entrare nel merito della questione dopo che anche Legambiente Bologna. 

Cosa è accaduto in via Torino?

"Giovedì pomeriggio, la fila di bagolari su un lato di via Torino è stata rasa al suolo. Passando la sera sono rimasto senza parole, e ho visto sulla pagina facebook del comune che il taglio era stato annunciato il giorno prima, motivato dai danni che le radici avevano negli anni creato ai marciapiedi". 

Di che alberi si sta parlando e quali sono le caratteristiche che li renderebbero dannosi per l'asfalto?

"Gli alberi in questione sono 36 bagolari, sani, di 40-50 anni. Questi alberi sono detti anche spaccasassi proprio perché le loro forti radici, se compattate dall'asfalto, creano rigonfiamenti e distruggono il manto stradale. E' proprio nel loro genotipo, servirebbe un'aiuola per contenerli, però mi rendo conto che un'aiuola toglie spazio ai parcheggi".

Quale situazione avrebbe potuto adottare il Comune di Bologna in alternativa a questa? 

"A mio parere il comune avrebbe potuto ad esempio sacrificare un albero ogni due e garantire un'aiuola agli altri, ma non sta a me cercare soluzioni. Io non sono un botanico né un urbanista, sono un climatologo e so perché è un grave errore abbattere le grandi piante in contesti urbani".

Che benefici danno invece questi grossi alberi all'ambiente? 

"Le grandi piante forniscono importanti servizi ecosistemici, ovvero contributi diretti e indiretti al benessere delle persone e alla nostra economia. Le chiome degli alberi alleviano l'impatto delle ondate di calore, sempre più frequenti e intense; mitigano l'effetto dell'isola di calore urbana; rallentano il deflusso delle piogge torrenziali; abbattono le concentrazioni degli inquinanti; migliorano la biodiversità urbana. Nei bilanci comunali, questi servizi offerti gratuitamente dalle piante devono essere tenuti in considerazione, perché spesso il risparmio che causano è di molto superiore alle spese di manutenzione per le piante stesse. Per ogni euro investito in verde urbano, diversi studi stimano un ritorno di 1.6 / 2.7 euro. In tutta Europa se ne sono accorti, non capisco perché in Italia questo concetto non passi".

"I servizi offerti gratuitamente dalle piante devono essere tenuti in considerazione"

Il suo video girato proprio in via Torino dopo "lo scempio" (qui il VIDEO) ha avuto molte visualizzazioni e ha creato discussioni. E' vero che ha avuto delle reazioni da parte del Comune di Bologna?  

"Il video è stato condiviso molte volte sui social e devo dire che dal Comune di Bologna ho ricevuto feedback positivi. In particolare un assessore, che era stato citato, mi ha risposto gentilmente e mi ha chiesto un confronto per capire come poter migliorare su questi temi".

Legambiente: "Questi alberi potevano essere risparmiati"

Legambiente Bologna si è espressa sulla questione: "Questo abbattimento, come è comprensibile, disappunto e sconcerto: non è la prima volta che si interviene con sistematicità e drasticità rispetto a filari di alberi. Occorre affrontare razionalmente la questione: al di là della specificità dei casi e delle evidenze di necessità, è lecito e giusto esprimere legittime critiche alla gestione manutentiva, collegandole ad una visione più generale della politica per il verde in città. Nel caso di via Torino: gli alberi potevano essere risparmiati? La risposta, a nostro parere, è sì perché il marciapiede, che si era rialzato in più punti sul fianco adiacente i bagolari posti a margine della strada causa l’estensione delle loro radici, avrebbe potuto essere ampliato sul lato opposto di oltre due metri, asfaltando un cordolo di prato utilizzabile: questa soluzione sarebbe stata in grado di compensare lo spazio di terra non più calpestabile, sotto il quale avrebbe potuto vivere senza fare danni l’apparato radicale degli alberi abbattuti".

"E’ stata adottata la soluzione meno costosa? - si domanda Legambiente - In termini strettamente economici potremmo dire di sì, ma è certamente quella meno vantaggiosa per la collettività a livello di ombratura ed assorbimento della CO2. Il progetto di riassetto del marciapiede e delle alberature, approvato anche dal Consiglio del Quartiere Savena, prevede la piantumazione di un filare di 40 olmi giapponesi, più propriamente zelkova, esemplari non autoctoni che ci risultano scarsamente resistenti alla siccità e per questo soggetti a rallentamenti nella crescita: quindi alberelli gracili che i tecnici comunali però etichettano come idonei all’assorbimento degli inquinanti. Ma quanti anni ci vorranno perché le nuove alberature assolvano la preziosa funzione esercitata dai grandi bagolari? "

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