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Imprese a rischio: a Bologna 500 posti di lavoro in meno nei prossimi sei mesi

Diversi i tavoli di crisi: a dirlo Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom-CGIL

500 i posti di lavoro che potrebbero venire a mancare in città nei prossimi sei mesi e quel che è peggio è che "non sarebbero recuperabili". A dirlo Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom-CGIL.

A parte qualche buona notizia che riguarda la Selcom di Castel Maggiore che agli inizi di maggio dovrebbe essere acquisita da un gruppo belga, oggi dovrebbero essere annunciati "alcuni accordi importanti per centinaia di assunzioni - dice Papignani - però non bastano".

A livello regionale, spiega il leader Fiom, ci sono "segnali evidenti di ripresa" ma "Bologna rischia abbastanza": preoccupante la "brutta situazione" alla Bredamenarinibus. I timori non sono legati al mercato del trasporto pubblico, precisa il sindacalista, che "finalmente sta migliorando. Stanno arrivando delle commesse e c'è anche un piano regionale importante". Preoccupa piuttosto "come viene gestita l'azienda da un imprenditore che non ha rispettato alcun accordo, nonostante sia garantito dal ministero dello Sviluppo economico, che speriamo si faccia sentire nei prossimi giorni". Quanto alla Regione, sferza Papignani, "non dovrebbe preoccuparsi di quello che diciamo noi, ma se gli autobus vengono fatti all'estero

Poi c'è il Gruppo Paritel, che riguarda Cevolani e Imt, ma che "potrebbe trascinare nella crisi definitiva anche la Demm di Porretta con 240 lavoratori. Il che vorrebbe dire uccidere l'Appennino- afferma Papignani- se crolla, per noi sarebbe un disastro. Sarebbe difficile ricollocare tutte quelle persone". Secondo il leader Fiom, "forse c'e' stata un pò di sopravvalutazione da parte del curatore fallimentare", nel mettere sul mercato l'azienda, che avrebbe comunque diverse commesse. Quindi, "il lavoro non mancherebbe". Ora comunque si aspetta il confronto chiesto dalla stessa Fiom con il Ministero sull'intera situazione del Gruppo.

Ma anche a livello locale sarebbero necessari alcuni interventi, sostiene Papignani. Ad esempio, avviare "un ragionamento con le scuole del territorio per la formazione dei tecnici perchè  difficilmente le persone si spostano a Gaggio o Porretta da altre zone". E poi c'e' il tema dell'autostrada, che "ha un'uscita in una zona senza industria, mentre l'altro versante non è servito. La Regione dovrebbe fare un intervento anche sul piano delle infrastrutture", conclude Papignani.
 

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