Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Titan, oggi mobilitazione vs il licenziamento di massa. Fiom: 'Renzi venga qui per impedirne la chiusura'

Papignani: "Aspetto con ansia l'arrivo del presidente a dire alla multinazionale: non si può, non lo puoi fare, ti impedisco di farlo, oppure se te ne vai paghi pegno e lo paghi pesantemente"

corteo (foto Carlo Ielpo)

Oggi mobilitazione dei lavoratori della Titan contro la chiusura dello stabilimento di Crepellano e il licenziamento collettivo che coinvolge 193 dipendenti.Alla vigilia dell manifestazione odierna è arrivato l'invito di Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom in Emilia-Romagna, al Premier Matteo Renzi ad intevenire. "Alcune settimane fa - ha scritto Papignani - il presidente del Consiglio è venuto a Zola Predosa per posare la prima pietra a distanza del futuro stabilimento della Philips Morris. Anche se di questo il Governo non ha nessun merito, poteva essere un gesto comprensibile, anche al netto della propaganda sulla riforma del lavoro e sulla legge di stabilità". Allo stesso modo, aggiunge il leader Fiom, "in questi giorni la Titan, a due passi dal futuro stabilimento, ha comunicato che chiuderà. Aspetto con ansia l'arrivo del presidente a dire alla multinazionale: non si può, non lo puoi fare, ti impedisco di farlo, oppure se te ne vai paghi pegno e lo paghi pesantemente". Poi aggiunge: "Come siamo strani noi, lo accoglieremo con cordialità".

LA MOBILITAZIONE. La manifestazione  - spiegano gli organizzatori - "ha l'obiettivo di richiamare l'associazione degli industriali a svolgere un ruolo attivo nella difesa delle produzioni, della professionalità e dell'occupazione nel nostro territorio. Non è infatti accettabile che Unindustria assecondi, ai vari tavoli di trattativa, le multinazionali anche quando queste annunciano scelte dannose per il territorio e le comunità locali". La "giornata è iniziata al mattino con i presidi ai cancelli dello stabilimento Titan di Valsamoggia" poi i lavoratori  si sono spostarsi con i pullman a Bologna dove hanno raggiunto la sede di Unindustria  partendo dalla piazza del Tribunale.

Intanto anche il Pd di Bologna, che agli operai in lotta della Titan ha offerto "aiuto", richiama la multinazionale alle sue responsabilità: "Non è accettabile che da un momento all'altro chiuda un'azienda con 200 lavoratori", molti dei quali sono l'unica fonte di reddito per le loro famiglie, dichiara il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini,  su Radio International. E' lo stesso Donini che si dice poco convinto delle ragioni portate da Titan per chiudere lo stabilimento di Crespellano e dubita anche che parte del suo personale possa essere riassorbito nella fabbrica di Finale Emilia.

Piuttosto si sospetta un progetto per delocalizzare la produzione dove il costo del lavoro è minore, ma dove sono inferiori anche la qualità del prodotto e il livello di sicurezza degli operai, segnala il dirigente dem. Il Pd, comunque, è pronto a mobilitarsi, assicura Donini, a livello politico e istituzionale e invita gli operai a non darsi per vinti. Anche se "il management non sembra dare molto spazio, ne abbiamo viste di situazioni come questa, anche più difficili, che poi si sono dipanate positivamente. Non si deve mollare e il Pd in questo caso deve essere dalla parte dei lavoratori", traccia la linea il segretario.

(fonte Dire)

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