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Venerdì, 30 Settembre 2022
Politica

Pieve di Cento: consiglio comunale fiume con 18 ordini del giorno, denuncia del M5S

Il M5S denuncia: Consiglio Comunale fiume con 18 ODG su argomentazioni fondamentali, tra cui l'approvazione del Bilancio di Previsione 2015, hanno portato in molti casi i Consiglieri del MoVimento a votare per l’astensione

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Il MoVimento 5 Stelle - Pieve di Cento per bocca del Capogruppo Marco Campanini denuncia: un Consiglio Comunale fiume con 18 ODG su argomentazioni fondamentali, tra cui l'approvazione del Bilancio di Previsione 2015, è andato in scena Mercoledì 4 Marzo 2015. Tutto questo ha portato in molti casi i Consiglieri del MoVimento a votare per l'astensione.

Argomenti di prim'ordine, sono stati trattati nella stessa giornata, quando in realtà avrebbero meritato ben

Il MoVimento 5 Stelle s'è quindi trovato a dover studiare in breve tempo, i principali aspetti inerenti il bilancio, dalle entrate e le relative delibere di approvazione, fino ad altri aspetti fondamentali.

Il molti casi ci siamo visti costretti a votare per l'ASTENSIONE nei confronti di delibere così importanti che ci vengono sottoposte solo pochi giorni prima del termine previsto per la loro votazione.

Ci riferiamo in particolare al Piano delle Opere Triennali, sul quale i nostri consulenti tecnici, dicendosi dispiaciuti, giustamente non se la sono sentiti di esprimere un parere in merito, mancando i dati necessari, sugli immobili e sui progetti, da reperire con apposite richieste di accesso agli atti; tutte informazioni necessarie per dare una valutazione completa e vicina allo stato di fatto delle cose, ma impensabili da raccogliere in così poco tempo.

Abbiamo fatto inoltre presente nel corso del Consiglio che sarebbe stato opportuno affrontare l'argomento in un'apposita commissione. Vogliamo poter esercitare al meglio il nostro mandato, non limitarci ad una mera ratifica formale di atti predisposti da altri, ma l'obiettivo dell'amministrazione comunale dev'essere quello di mettere le minoranze nelle condizioni di poter esprimere un voto consapevole.

Comprendiamo le difficoltà tecniche in ordine alle tempistiche di redazione delle delibere da parte delle amministrazioni, tuttavia quando s'è chiamati a decidere su argomentazioni di tale importanza, non si può pretendere che i consiglieri di minoranza si trasformino in "tuttologi" in grado di analizzare con estrema precisione e rapidità delibere inviate sei o anche cinque giorni prima.

Le riforme legislative più recenti ed il rafforzamento dell'Unione hanno di fatto diminuito il potere deliberante dei consigli comunali, che si trovano in molti casi già privati della possibilità d'incidere sull'attività dell'amministrazione comunale, chiediamo a questo punto che tale prassi venga limitata, almeno quando si tratta di decidere su argomentazioni destinate ad avere un impatto significativo sulla vita del cittadino, come possono essere l'imposizione fiscale o il piano delle opere pubbliche.

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