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Lavoro, Bonaccini: 'Stop abuso dei voucher, necessario mettere un limite'

Per il Presidente della Regione "non adeguato al motivo per cui furono introdotti", ma anche Palazzo Chigi sembra ormai convinto della necessità di una revisione

Fine anno complesso per il il ministro del lavoro Giuliano Poletti e il casus belli è l'utilizzo dei voucher o buoni lavoro. Ieri, in occasione degli auguri di fine anno, il Presidente della Regione Stefano Bonaccini ha condannato l'abuso di uno strumento "non adeguato al motivo per cui furono introdotti" che, sottolinea venne introdotto "parecchi anni fa, prima ancora dell'arrivo del Governo Renzi". Di fatti "sono serviti in alcuni casi anche per fare emergere il nero, in alcune categorie" ma "adesso bisogna mettere un limite, io ad esempio nella pubblica amministrazione non li metterei proprio, così nell'edilizia". 

Dopo il caso di Modena, dove un'azienda ha sostituito dei lavoratori in sciopero con altri pagati con i voucher, anche Palazzo Chigi sembra ormai convinto della necessità di una revisione. "C'è qualcosa da correggere e cambiare, ma non siano visti come una specie di virus che semina lavoro nero nella nostra società" visto che ''nascono come un tentativo di rispondere al lavoro nero" ha detto oggi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, durante la conferenza stampa di fine anno.

Come ha spiegato anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in un'intervista a Rtl 102.5, "è nato per far emergere il lavoro in nero" e invece "rischia di essere uno strumento di precarizzazione, in contrasto tra l'altro con le misure contenute nel Jobs Act stesso".

I DATI. Nei primi 9 mesi dell'anno i voucher venduti sono stati 109,5 milioni, il 34,6% in più rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. E' quanto rileva la prima nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell'occupazione pubblicata contemporaneamente sui siti istituzionali di Istat, ministero del Lavoro, Inps e Inail come stabilito da un accordo tra le parti il 22 dicembre 2015. I voucher riscossi per attività svolte nel 2015 (quasi 88 milioni) corrispondono a circa 47mila lavoratori annui full-time e rappresentano solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia. Il numero mediano di voucher riscossi dal singolo lavoratore che ne ha usufruito è 29 nell'anno 2015: ciò significa che il 50% dei prestatori di lavoro accessorio ha riscosso voucher per (al massimo) 217,50 euro netti.


 

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