La Bologna che ci manca: lo stadio Dall'Ara e le partite rossoblù

Curva, i cori dagli spalti, i rituali scaramantici e gli accessori portafortuna: persino le scarpe bicolor. Ecco tutto quello che manca raccontato da una famiglia rossoblù

Fabrizio Mistri con la moglie Maria Silvia e la figlia Maria Giulia

I tifosi del Bologna sono a digiuno dal 22 febbraio. Da quell'uno a uno di Bologna-Udinese: poi il Coronavirus e lo stop allo sport e alle partite per tutti. Niente curva, niente spalti, niente cori a squarciagola, niente birretta fra un tempo e l'altro, nessuna pizza per festeggiare o per consolarsi all'uscita dal Dall'Ara insieme ai 'soliti' compagni di calcio. Sono in molti a sentire nostalgia, visto che lo stadio non è solo un match, ma c'è intorno tutto un mondo e soprattutto tante emozioni. Mentre gli Ultras 'Fossa dei Leoni' e dalla 'Curva Andrea Costa' chiedono di non far ripartire il campionato a porte chiuse, c'è chi fa i conti con la nostalgia ogni domenica: "La passione per il Bologna FC me l'ha trasmessa mio padre, che fra l'altro era all'Olimpico di  Roma nel giugno del '64 a godersi quella storica vittoria, e adesso la condivido non solo con mia moglie, ma anche con mia figlia" racconta Fabrizio Mistri, che fa parte del gruppo DMO - Distinti Ma Ostici. 

Quanto ti manca lo stadio da 1 a 10?

Un amore 'allargato' che è cominciato tanto tempo fa quando i genitori di Maria Silvia chiedevano a Fabrizio di riaccompagnarla a casa dopo la partita e che porta tutti e tre (super accessoriati, ognuno con i suoi portafortuna, comprese le scarpe bicolor di Fabrizio) sia allo stadio che in trasferta: stessi vestiti di quando il Bologna ha vinto l'ultima volta, una scarpa tutta rossa e una tutta blu, la birra all'intervallo sempre al solito chiosco e "se le cose non vanno bene, fra un tempo e l'altro, mi scambio di posto con il mio vicino di poltroncina. Quanto mi mancano le partite del Bologna? Da 1 a 10 posso dire 10, anche se la situazione è seria ed è giusto così. Torneremo a goderci lo stadio quando sarà possibile e ancora più di prima se possibile". 

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Un po' di storia e qualche aneddoto. La nostra squadra, molti lo sapranno già, all'inizio si allenava nella Piazza d’Armi, nei pressi dei Prati di Caprara, dove oggi sorge l’Ospedale Maggiore. Le porte erano fisse, ma venivano montate e smontate all’occorrenza. Nonostante il campo di fortuna nel 1910 il Bologna FC, fondato a ottobre dell'anno prima, vinse il Campionato Emiliano. La storia della squadra e dei campi di gioco è davvero curiosa: 

10 curiosità sullo stadio Dall'Ara

"Viviamo di emozioni e non di vittorie - dice Fabrizio, che non riesce ad accontentasi di rivedere le migliori partite della sua squadra in video - e vedere gli incontri in video mi fa stare più male che altro. Preferisco aspettare con pazienza il momento in cui si riprenderà a giocare e potremo tornare al Dall'Ara, dove ormai come in un grande condominio di 'soliti' abbiamo una sfilza di amici che continuiamo a avedere anche fuori".  

"Mi piace andare allo stadio perché è un modo per stare con la mia famiglia e divertirci insieme tifando la squadra del nostro cuore. La cosa che mi manca di più è la foto di rito con i miei genitori prima di ogni partita, commentare e scambiare opinioni con il mio amico Emi, di 8 anni  ma soprattutto vedere da vicino il mio giocatore preferito Riccardo Orsolini". 

Maria Giulia Mistri, 12 anni 

Donne e stadio, un binomio insolito? Niente affatto. E se molte ragazze lo frequentano non è certo per assecondare i propri mariti e fidanzati: anzi, ce ne sono di affiatatissime fra gli spalti. Una forse più famosa delle altre (con 45 mila follower su Instagram): è la modella rossoblù Gloria Taglioli, bolognese doc che ha all'attivo un portfolio di scatti sensuali con indosso la maglietta della sua squadra del cuore. 

Gloria Taglioli-2

"Lo stadio per me ha sempre significato quella valvola di sfogo che, dopo una settimana di lavoro sempre elegante, ordinata, garbata e gentile, mi concedeva anche solo mentalmente la possibilità di essere me stessa e dire ciò che pensavo e soprattutto ciò che volevo. 
Negli anni gli animi, mai stati comunque troppo accesi, si sono un po’ pacati ma la passione è sempre andata in crescendo, lo dimostra il fatto che ogni volta venga buono partecipare ad una partita (anche in trasferta) o ad un evento di tifosi o organizzato dalla società, noi ci siamo!
Quello che ora mi manca di più è il vivere il nostro Bologna dagli spalti,  assieme ai nostri vicini, quelli che negli anni sono diventati anche AMICI fuori dallo stadio e che ora fanno parte della nostra famiglia rossoblù".

Maria Silvia

I cori del Bologna: ripasso generale

Lo stadio coinvolge tutti i cinque sensi, udito compreso: le colonne sonore delle partite? I nostri bellissimi cori. Magari non delle performance canore di alto livello, ma con tutta la bellezza delle voci all'unisono che arrivano dritte sul campo da calcio, per sostenere i nostri paladini. Ce ne sono tanti, ma per questa volta il ripasso lo facciamo solo su questi. 

M'innamoro solo se
vedo segnare il Bologna
segna segna segna ancora
che Bologna s'innamora

Tutta Bologna deve cantare
questa canzone che vien dal cuore
forza Bologna, vinci per noi
lala la la, lala lala la la

Forza Bologna, non mollare, facci un gol
e quando dalla curva questo coro sentirai
lotta con il cuore non ti lasceremo mai...

Oh ohoh ohoh ohohoh (3 volte)
Fino alla fine Forza Bologna!

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