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Cronaca Casalecchio di Reno

Genitori e bimbi in piazza per chiedere la riapertura delle scuole: "Dopo un anno la Dad non è la risposta "

"La Didattica a Distanza riduce l’istruzione a mera trasmissione di nozioni, negando il ruolo fondante della scuola come luogo di crescita sociale, di sviluppo della personalità individuale e di presidio della legalità"

In 250 per chiedere la riapertura delle scuole. Ieri pomeriggio a Casalecchio di Reno si sono riuniti i componenti del comitato Scuole Aperte, parte della Rete Nazionale Scuole in Presenza: "Chiediamo a tutte le Istituzioni un totale cambio di prospettiva affinché la scuola e i diritti delle nuove generazioni siano finalmente riconosciuti come essenziali per il futuro del Paese, alla stregua degli altri servizi essenziali". L'obiettivo del comitato, così come quello della Rete Nazionale, è il rientro a scuola per tutte le scuole di ogni ordine e grado perché "La didattica a distanza non può essere e non è la risposta ad un'emergenza esplosa più di un anno fa".

"La Dad riduce l’istruzione a mera trasmissione di nozioni"

"A più di un anno dall’inizio della pandemia, le Istituzioni italiane continuano a chiudere le scuole a tappeto come principale soluzione per il contenimento dei contagi, infliggendo un grave danno in termini di istruzione, ma anche psicologico e sociale a un’intera generazione di studenti a causa del prolungato uso della Didattica a Distanza e dell’obbligo innaturale all’isolamento - fanno sapere i genitori del comitato - Siamo disorientati dal susseguirsi di decreti e ordinanze sempre più restrittivi ed esasperati dall’assenza di una efficace azione di Governo e Regioni a salvaguardia della scuola intesa come diritto fondamentale e prioritario della nostra società. La Didattica a Distanza, spesso imposta in modi e tempi arbitrari, riduce l’istruzione a mera trasmissione di nozioni, negando il ruolo fondante della scuola come luogo di crescita sociale, di sviluppo della personalità individuale e – tema non secondario in Italia – di presidio della legalità. Questo modo di operare mortifica il ruolo degli insegnanti, disarticola i tempi di vita e lavoro, distrugge gli equilibri familiari e sociali".

Manifestazione pro-scuola a Casalecchio

"Abbiamo deciso oggi di sostenere la rete Scuola in Presenza, rigorosamente apartitica e trasversale, che raggruppa al momento oltre 20 comitati e associazioni di genitori, insegnanti e studenti di tutta Italia che già da mesi stanno collaborando e si stanno impegnando a favore della scuola. Consapevoli della complessità dell’emergenza Covid-19, ma preoccupati per la crescente disuguaglianza sociale e per la mancanza di attenzione rivolta alle nuove generazioni (il capitale umano su cui si fonda il futuro dell’Italia) chiediamo alle Istituzioni di considerare alcuni punti". 

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Le richieste dei genitori del comitato Scuole Aperte: 

1. Riconoscere che l’istruzione è un diritto fondamentale ed essenziale che deve pertanto rimanere svincolato dall’automatismo delle “zone a colori”. Le Istituzioni si devono adoperare per mettere in atto rapidamente tutte le misure necessarie allo svolgimento delle lezioni in sicurezza e in presenza per ogni ordine e grado di istruzione. La scuola deve essere l’ultimo luogo a chiudere in caso di picco di contagi, non il primo. Non si possono avere supermercati aperti e molto affollati e scuole chiuse.

2. Rigettare l’uso prolungato e indiscriminato della Didattica a Distanza come strumento di insegnamento in quanto inefficace, svilente per gli insegnanti, discriminatorio per gli studenti provenienti da famiglie fragili e lesivo nei confronti degli alunni con disabilità o difficoltà di apprendimento.

3. Ricordare che la tutela della salute della comunità non si esaurisce nella battaglia al Covid-19, ma deve necessariamente includere la difesa della salute psicofisica, oggi gravemente minacciata in bambini e adolescenti. La prolungata mancanza di socialità e di una sana relazionalità didattica sta determinando tra i giovanissimi[2] un allarmante aumento dei casi di tentato suicidio e di autolesionismo, mentre la scarsa attività fisica e il dilatarsi del tempo trascorso davanti a tablet e PC inducono l’aumento dei casi di pubertà precoce.

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"Speriamo in un dialogo con enti locali, associazioni e movimenti"

"Abbiamo invitato le autorità locali perché auspichiamo la nascita di un dialogo con enti locali, associazioni e movimenti, che abbia come obiettivo la presa in carico delle richieste e dei bisogni palesati oggi e la messa a punto di azioni e interventi che possano lenire questo profondo disagio e senso di frustrazione che pervade in primis i bambini e gli adolescenti, riportandoli nel luogo deputato alla loro crescita e al loro benessere psico-fisico: la Scuola a Scuola. Per questi motivi, diciamo a tutti: non chiamateci "genitori no-DAD" perché siamo e saremo sempre GENITORI PRO-SCUOLA!"

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