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"Stop precarietà", riders in corteo attraverso il centro di Bologna

In piazza anche loro, i ciclofattorini, che dal capoluogo emiliano abbracciano la protesta che viaggia parallela su scala nazionale

 

Dopo artigiani, esercenti, e lavoratori dello spettacolo. In piazza anche loro, i riders. Sono sul piede di guerra i ciclofattorini per abbracciare una protesta trasversale, che affonda i suoi tentacoli su scala nazionale.

A Bologna teatro della mobilitazione è il cuore della città, piazza Maggiore. Da qui parte il corteo, tra fumogeni, cori e cartelli, attraversando il centro cittadino. Bloccato il traffico su via Indipendenza, il cordone si è poi diretto verso piazza VIII Agosto, sostando davanti al Mc Donald.

Il malcontento trova appiglio sulla stretta per le attività di ristorazione voluta dall'ultimo Dpcm e il conseguente aumento - ipotizzato - delle richieste di cibo da consegnare direttamente a casa. Non solo misure anti-covid però. I mal di pancia dei ciclofattorini derivano soprattutto da altro. Si contesta il recente contratto nazionale in procinto di entrare in vigore.  

"Quello del rider non è un hobby, è un lavoro - ha detto Tommaso Falchi, portavoce Riders Unione Bologna - oggi in più di 20 città i riders si sono fermati. E' stato firmato un contrato con il sindacato Ugl che non rappresenta nessuno, è stato fatto alle spalle dei lavoratori, del governo stesso. Un accordo che non fa nessun miglioramento, non introduce malattie e indennità, tutele e diritti che rivendichiamo da anni, insieme possiamo incidere". 

"Stop precarietà"

"Stop precarietà" così recitano alcuni striscioni sventolati dai fattorini all'ombra della statua del Gigante prima, lungo via Indipendenza e piazza VIII Agosto poi. Il riferimento è appunto al tema contrattuale. Alcune piattaforme hanno sottoscritto alla fine dell'estate un contratto nazionale di lavoro con una sigla sindacale, intesa che però non ha trovato larga soddisfazione da parte dei riders che la ritengono peggiorativa delle condizioni di lavoro.

Stazione blindata

Chiusa la manifestazione dei fattorini, Bologna è stata attraversata anche da un altro corteo. In quasi 300 persone hanno sfilato con rabbia per la "libertà e la dignità", tallonati da un massiccio spiegamento di forze dell'ordine, pronti a intervenire in caso di azioni violente. 

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