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Fiera, lunghe file per il tampone e 4 giorni per il referto

Castaldini, FI: "Diversi centri e rivenditori hanno dichiarato di avere i tamponi rapidi, coinvolgiamoli e monitoriamo i prezzi"

Quasi due ore di fila per fare un tampone in zona fiera a Bologna, e quattro giorni di attesa per avere il referto, come riferisce l'agenzia Dire. L'assessore alla Sanità Raffaele Donini lo aveva già fatto notare in Assemblea legislativa con la richiesta di più personale per tenere il ritmo.

In Emilia-Romagna ci sono al momento 243 addetti al tracciamento, un contingente già incrementato del 40% rispetto al mese di settembre, ma ancora insufficiente, come dimostrano appunto le file al drive through, lo spazio del parcheggio della Fiera di Bologna in via Michelino con tre infermieri per eseguire centinaia di test e il referto che arriverà il 6 novembre. 

Cgil-Uil: "Covid cresce, test o tamponi per tutti" 

Valentina Castaldini, consigliera regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna, sottolinea come "nonostante i tamponi rapidi non siano ancora disponibili per la sanità pubblica, diversi centri e rivenditori presenti sul territorio regionale hanno dichiarato di esserne in possesso nei giorni scorsi, con prezzi che vanno da 10 a 60 euro" quindi l'auspicio di  "dare la possibilità a centri privati e convenzionati, nonchè laboratori analisi e centri prelievi, di svolgere i tamponi di ricerca antigenica" per la diagnosi di positività al covid. Castaldini raccomanda anche "un'attività di monitoraggio dei prezzi e, in caso di bisogno, di calmierarli e di avvalersi dei centri privati e nonché di laboratori analisi e centri prelievi per scopi di sanità pubblica a supporto del sistema sanitario regionale".

Covid, test sierologici e tampone: come e dove farli a Bologna 

Anche Fratelli d'Italia lancia le sua proposte: "Marcia indietro su capienza dei mezzi pubblici che deve tornare al 50% - sottolinea il consigliere regionale Fdi, Giancarlo Tagliaferri - potenziamento delle Usca - Unità Speciali di Continuità Assistenziale - per l'assistenza domiciliare e più risorse per non lasciare gli anziani soli", idee già sottoposte alla Giunta regionale quest'estate "quando sembrava che il coronavirus fosse solo un brutto ricordo della passata primavera. Oggi che la pandemia bussa alla nostra porta torniamo a dirlo forte: abbiamo idee per salvare gli emiliano-romagnoli dal disastro, è ora che la Regione ci ascolti per mettere di nuovo al centro la salute, la vita delle persone e delle imprese". 

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