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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca

Bologna e Modena in rosso, firmata l'ordinanza: "L'Emilia-Romagna deve reggere"

Bonaccini: "Le varianti sembrano un nuovo virus. La variante inglese è già maggioritaria nel paese, da noi è due terzi"

"Ho appena firmato l'ordinanza sulle zone rosse a Bologna e Modena", mentre Reggio Emilia passa in arancione scuro. Lo annuncia il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervenuto alla presentazione del libro di Francesco Vecchi "Gli scrocconi. Per ogni italiano che lavora, dieci vivono alle sue spalle".

"Come sta l'Emilia-Romagna? Deve reggere- ha detyto Bonaccini- le varianti sembrano un nuovo virus. La variante inglese è già maggioritaria nel paese, da noi è due terzi". Il governatore, che ha appena incontrato i sindaci della regione, sottolinea anche "l'aumento enorme dei ricoveri anche gravi" registrato in regione nelle ultime settimane.

Nidi e materne

Confermate tutte le misure restrittive annunciate. L’ordinanza regionale farà partire la sospensione di nidi e materne (sia statali che comunali) dal 6 marzo, così come la chiusura delle attività di servizi alla persona come parrucchieri e barbieri, lo stesso che prevede il nuovo Dpcm per le zone rosse in tutto il Paese. Si tratta infatti di attività che, sempre nelle zone rosse, l’attuale Dpcm, valido fino al 5 marzo, prevedeva dovessero rimanere aperte. Di fatto, quindi, nei comuni della Città metropolitana di Bologna e in quelli della provincia di Modena, parrucchierie barbieri saranno chiusi da sabato 6, nidi e materne da lunedì 8 marzo.

Il quadro epidemiologico

Il quadro illustrato dall’assessore Donini questa mattina evidenzia come la mutazione genetica del virus, soprattutto la cosiddetta variante inglese, abbia assunto una consistenza molto elevata su tutto il territorio regionale, in particolare nelle tre province interessate dal nuovo provvedimento, traducendosi in una maggiore diffusività e contagiosità.

Negli ultimi 15 giorni in Emilia-Romagna si sono registrati 423 decessi e 24.878 nuovi casi, con l’incidenza (cioè numero di contagi su 100mila abitanti) passata da 255 nella settimana dal 15 al 21 febbraio a 341 in quella successiva, con un forte impatto sui ricoveri, sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive. I primi hanno raggiunto il livello di guardia del 40%, mentre le terapie intensive lo hanno addirittura superato (sarebbe del 30%), posizionandosi al 32%. 

Per le province di Bologna e Modena, in particolare, dal 22 al 28 febbraio i casi su 100mila abitanti sono stati rispettivamente 425 e 377. Situazione ricoveri: I posti letto occupati nei reparti Covid sono passati a Modena da 272 a 358 nell’ultima settimana e a Bologna da 477 a 641; situazione vicinissima al livello di saturazione anche per le terapie intensive Covid in entrambe le reti ospedaliere: a Modena sono 47 i pazienti ricoverati su 52 posti disponibili, e a Bologna 80 su 85.

La situazione è di particolare diffusività anche per ciò che riguarda la popolazione scolastica, con un numero di contagi tra studenti, altro personale e docenti che ha registrato una vera e propria impennata, in particolare a Bologna e a Modena, rispettivamente 957 e 502 casi nelle ultime due settimane. Scuola che ha visto la Regione attenta: oltre a continuare a testare con i test rapidi gratuiti in farmacia, è stata condotta una forte azione di contact tracing, con 226.978 tamponi molecolari e 65.372 test sierologici effettuati finora in ambito scolastico.

La campagna vaccinale

Come hanno sottolineato presidente e assessore, si sta cercando divaccinare più persone possibili e nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con le dosi disponibili; per marzo ne sono attese complessivamente 513.950.

Ad oggi l’Emilia-Romagna ha ricevuto 559.350 dosi di vaccino e ne ha somministrate 409.940, il 73%. 142.018 sono le persone che hanno già completato il ciclo di immunizzazione, circa il 10% di coloro che lo hanno completato a livello nazionale.

Delle 77mila dosi di AstraZeneca, 50 mila sono state consegnate ai medici di base per la vaccinazione del personale scolastico.  Nel frattempo, le Ausl hanno iniziato a somministrare il vaccino AstraZeneca nei Centri diurni per persone con disabilità e forze dell’ordine. Seguiranno le altre categorie, come popolazione universitaria e persone con patologie lievi. 8.459 le somministrazioni a oggi con AstraZeneca, suddivise tra quelle al personale scolastico, forze dell’ordine e disabili.

Come da indicazioni del Governo e della struttura commissariale, che ritengono fondamentale conservare una quota dei vaccini come riserva per assicurare la seconda dose in caso di ritardo delle forniture, la Regione mantiene una scorta di 72.000 vaccini, circa il 15% di quelli consegnati, vale a dire la quota minima di riserva consigliata dal Governo. Di fatto, quindi, in Emilia-Romagna si stanno facendo tutti i vaccini possibili sulla base delle dosi fornite al momento.

La zona rossa nel Bolognese e Modenese

Le principali restrizioni che verranno introdotte in zona rossa (quindi per l’area metropolitana di Bologna e per la provincia di Modena), in aggiunta a quelle previste in arancione scuro, riguardano la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole, dalle elementari e l’Università (nel Bolognese già prevista da ieri) e lo stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie. Sempre per le zone rosse, come stabilisce il nuovo Dpcm del Governo, è prevista la chiusura dei servizi per l’infanzia. La sospensione dell’attività in presenza per quanto riguarda nidi e materne (sia statali che comunali) decorre dal 6 marzo.Stessa cosa per la chiusura delle attività di servizi alla persona (parrucchieri e barbieri).

La zona arancione scuro nel Reggiano

Per quanto riguarda la zona arancione scuro in cui viene collocata anche la provincia di Reggio Emilia, dopo i comuni della Ausl Romagna a eccezione del distretto di Forlì, e quindi quelli delle province di Rimini, Ravenna e del Cesenate, le limitazioni principali riguardano: lo stop agli spostamenti - se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità - anche all’interno del proprio comune, e il divieto di recarsi da parenti, amici e nelle seconde case; la chiusura delle attività ricreative e una stretta alle attività sportive, oltre alla didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado e le Università. In presenza servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia. In questa area rimangono invece consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese. 

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