Economia

Fondo affitti 2021 cittadini in difficoltà: quasi 16mila domande a Bologna

A Bologna andranno 3,5 milioni di euro, la vicepresidente Schlein: "Sono proprio i Comuni a raccontarci storie di nuove povertà e che ci spingono ad innovare i nostri strumenti di supporto"

A Bologna andranno 3,5 milioni di euro, a fronte di 15.731 domande pervenute, poco meno di 52mila in regione, per ottenere i contributi per gli affitti, come da bando regionale per le persone in difficoltà economica anche a causa dalla pandemia.

In totale sono 11,6 milioni di euro disponibili e 3,5 milioni di euro "toccano" a Bologna, a Modena 2 milioni (8.975 domande), a Parma 1,1 milioni (4.882 domande), a Reggio Emilia 1,1 milioni (4.886 domande), a Rimini 870.779 euro (3.902 domande), a Ravenna 870.779 euro (3.902 domande), 719mila Piacenza (3.222 domande), a Forlì-Cesena 867.432 (3.887 domande) e a Ferrara 578.883 euro (2.594 domande).

È questo l'esito, provvisorio, del bando chiuso il 9 aprile scorso "e per la prima volta effettua in base ad esso il riparto delle risorse, per assicurare che vadano dove c'è più bisogno. Le domande saranno poi dichiarate ammissibili dai Comuni, a esito della fase istruttoria, su cui sono competenti. Due le graduatorie: per persone singole e famiglie a basso reddito e per quelle che hanno subito la perdita o una consistente riduzione del reddito causa Covid", fa sapere la Regione. 

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Il numero - esattamente 51.981 domande, 5.130 delle quali raccolte tramite la nuova piattaforma web messa a disposizione dalla Regione e 46.852 direttamente da Distretti socio-sanitari e Comuni - è provvisorio "perché si tratta di domande ritenute 'potenzialmente' valide, ma che devono essere dichiarate effettivamente ammissibili dopo la conclusione della fase istruttoria in capo ai Comuni". 

“Dobbiamo frenare l’aumento delle diseguaglianze a causa della pandemia- sottolinea la vicepresidente con delega a Welfare e Contrasto alle diseguaglianze, Elly Schlein -, per questo lo sforzo che stiamo facendo nel mettere in campo queste misure è doppio: dobbiamo sostenere le fragilità che già conoscevamo e che rischiano di acuirsi e, al contempo, dobbiamo intercettare, fin da subito, i nuovi bisogni che stanno emergendo. E sono proprio i Comuni a raccontarci storie di nuove povertà che ci spingono ad innovare tutti i nostri strumenti di supporto, adattandoli per ricavare risposte su misura dei diversi bisogni, come abbiamo fatto anche con questa misura di sostegno al pagamento dell’affitto di casa, mettendo a disposizione una nuova piattaforma regionale digitale per le domande ed effettuando il riparto sul fabbisogno effettivo. La casa è un diritto e un bene primario- chiude Schlein- e va garantito tutto il sostegno possibile”.

Destinatari e requisiti richiesti dal bando

Sono previste due distinte graduatorie: per persone o nuclei con un Isee annuo fino a 17.154 euro, e persone o nuclei con un Isee annuo fino a 35mila euro che abbiano subito una diminuzione del reddito di almeno il 20% durante il lockdown; saranno i Comuni ad assegnare i contributi per l’affitto ai nuclei famigliari. 

Destinatari dei contributi sono le persone singole o i nuclei familiari che si trovano in difficoltà economiche per perdita o diminuzione del lavoro, cassa integrazione o stato di mobilità, oppure lavoratori precari o stagionali che hanno subito la riduzione dell’orario di lavoro, ma anche coloro che hanno redditi molto bassi.

Per ottenere il contributo era richiesta la cittadinanza italiana o quella di uno Stato appartenente all’Unione europea o, per i cittadini extra Ue, il permesso di soggiorno; residenza o domicilio in Emilia-Romagna; il possesso di un regolare contratto di affitto in un comune della regione; un reddito Isee fino a 17.154 euro senza necessità di dimostrare cali del reddito per causa Covid; oppure fino a 35mila euro, autocertificando in questo caso con adeguata documentazione (buste paga o fatture) la diminuzione del reddito superiore al 20%. Il bando prevedeva inoltre che in caso di calo del reddito potessero richiedere il contributo anche gli inquilini di Erp: sul totale delle domande provvisorie sono circa il 4% quelle relative a nuclei familiari che abitano negli alloggi di Edilizia residenziale pubblica. 

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