Emilia-Romagna in area arancione, la Lega bacchetta Bonaccini: "Più coraggio e autorevolezza"

Così il segretario della Lega romagnola, Morrone, replica alle dichiarazioni del governatore oggi n un'intervista Rai: "La cosa mi è sembrata un po' curiosa, ma lei ha sentito una mia dichiarazione polemica?"

Jacopo Morrone con Matteo Salvini

"Presidente Bonaccini, è curioso che l'Emilia-Romagna sia stata degradata a zona arancione quando altre regioni hanno problemi ben più gravi e sono rimaste in zona gialla". Così il segretario della Lega romagnola, Jacopo Morrone replica alle dichiarazioni del governatore che oggi ha detto in un'intervista Rai: "La cosa mi è sembrata un po' curiosa, ma lei ha sentito una mia dichiarazione polemica? Ci siamo dati da fare per cercare di rispondere alle inquietudini e ai bisogni dei cittadini".

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"Non si vanti - incalza Morrone - di non aver innescato polemiche con il Governo su questa discutibile decisione che sta penalizzando fortemente la nostra regione dal punto di vista sociale e economico".

Il leghista incolpa Bonaccini di non aver in pratica battuto i pugni sul tavolo, come si dice: "Già nei primi sei mesi 2020 i report economici hanno segnalato 'pesanti ripercussioni' del lockdown sulle attività dell'Emilia-Romagna. L'attuale posizionamento in fascia arancione potrebbe dare il colpo di grazia soprattutto a fronte dei provvedimenti punitivi che il Governo Conte preannuncia per il periodo natalizio, innescando una sorta di clima criminalizzatorio contro chi sostiene la necessita' di allentare le limitazioni non giustificate dai dati", afferma Morrone.

"E poi, presidente Bonaccini - continua il leghista - non è vero che lei si è dato da fare per rispondere alle inquietudini e ai bisogni dei cittadini. Non facciamo altro che incontrare esercenti e commercianti che abbasseranno le saracinesche per sempre, perchè 'non ne vale più la pena'. Forse ci sarebbe voluto più coraggio e più autorevolezza da parte sua, nel ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni, nel difendere davanti al Governo le esigenze dei settori economici e delle comunità spesso penalizzate senza ragioni. La 'pandemia economica e sociale', infatti, è ormai una certezza e avra' effetti ben piu' gravi dell'emergenza sanitaria perchè inciderà anche sul futuro delle giovani generazioni".

Per Morrone "si sarebbe dovuto fare di piè nei mesi estivi per rafforzare sanità pubblica e trasporti. Non lo ha fatto il Governo Conte per incapacità, ma non lo ha fatto a sufficienza neppure la Regione Emilia-Romagna". "Non vogliamo certo sottostimare la pericolosità dell'epidemia - assicura - tuttavia in cabina di comando, presidente Bonaccini, serve lungimiranza, senso di responsabilità, trasparenza e certezza dei dati su cui si basano le decisioni. E' ora di piantarla con il terrorismo sanitario, con il rincorrersi di decreti e ordinanze che si smentiscono a vicenda e con i divieti ingiustificati. Regole sì, ma con giudizio".

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