Coronavirus, Fase 2 anche per gli ospedali: al via le prime prestazioni non urgenti

Ancora bloccate le nuove prenotazioni Cup. Entro la fine di maggio sarà definita una programmazione per il recupero delle prestazioni sospese

Dal 4 maggio ripartono le prime attività specialistiche. Un recupero graduale delle prestazioni sospese durante l’emergenza, che sarà modellato sul monitoraggio puntuale della curva dei nuovi contagi. Ancora bloccate, al momento, le nuove prenotazioni a CUP.

Le prime prestazioni sanitarie programmabili e non urgenti che gradualmente riprenderanno dal 4 maggio sono le Vaccinazioni per bambini, attività dei consultori di famiglia, neuropsichiatria infantile e dell’età evolutiva, screening mammografico e a seguire quello del collo dell’utero e poi del colon retto. Le Aziende - come si legge in una nota congiunta dell'Azienda Usl di Bologna e Azienda Ospedaliera S. Orsola- stanno predisponendo una ripresa graduale delle attività territoriali e di quelle specialistiche, degli esami di laboratorio e dell’attività radiodiagnostica programmate.

Gli ospedali e i servizi sono ancora fortemente impegnati nella gestione dei pazienti Covid e il contagio, anche se in forte calo, è comunque in atto. La riapertura dell’attività dunque seguirà una programmazione molto cauta che si modellerà sull’andamento della curva dei contagi.

Cosa cambia

Per garantire la massima sicurezza per i pazienti e per gli operatori sanitari è necessario mettere in atto nuove misure organizzative e igienico sanitarie per la prevenzione del contagio, rimodulando gli spazi ambulatoriali, ridefinendo percorsi in sicurezza e adeguati spazi di distanziamento, modificando la durata delle visite per la sanificazione degli ambienti tra un paziente e l’altro, consolidando l’attività dei check point all’ingresso delle strutture, privilegiando nuove modalità per monitorare lo stato di salute del paziente attraverso strumenti quali la telemedicina o la videochiamata.

Cambieranno, per garantire le misure di distanziamento sociale, anche le modalità di accesso ai punti prelievo e ai CUP. Sempre garantite, così come nella gestione dell’emergenza COVID-19, tutte le prestazioni con carattere di urgenza e non procrastinabili.

I pazienti che aspettano saranno richiamati

Entro la fine del mese di maggio verrà definita una programmazione più stringente che terrà conto in prima battuta del recupero delle prestazioni sospese. Si tratta complessivamente di 70.000 visite, 33.600 prestazioni radiologiche, 30.000 esami di laboratorio, 34.600 altre prestazioni.

Per queste attività i pazienti verranno richiamati direttamente dalle Aziende, non è dunque necessario effettuare prenotazioni tramite Cup o con altre modalità. Al momento non sarà ancora possibile prenotare prime visite programmate esami diagnostici e prelievi.

Per quanto riguarda i prelievi ematici, in tutta la fase 1 dell’emergenza COVID-19, sono stati e saranno garantiti quelli legati al percorso nascita, ai percorsi oncologici, la terapia anticoagulante orale, il monitoraggio dei farmaci Continuano ad essere garantite, inoltre, le prestazioni specialistiche di Cardiologia, Diabetologia, Endocrinologia, Nefrologia, Neurologia, Pneumologia, Reumatologia, Urologia, che sono proseguite durante tutta la fase dell’emergenza, attraverso monitoraggi a distanza, telemedicina, ed azioni di continuità assistenziale. Si tratterà, in definitiva di una ripresa graduale di cui le Aziende forniranno costanti aggiornamenti.

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