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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Mascherine a 50 cents: "Prezzo troppo basso? Se i produttori non consegnano sarà problema"

Lo dice Achille Toschi, presidente regionale di Federfarma in Emilia-Romagna

Se il prezzo calmierato a 50 centesimi diventasse davvero un ostacolo per i produttori di mascherine, "sara' un problema" fornirsi di nuovi prodotti. "Il Governo dovrà dare risposte". A dirlo è Achille Toschi, presidente regionale di Federfarma in Emilia-Romagna, in collegamento con la trasmissione 'Aria pulita' sull'emittente 7Gold.

"Di fronte a una carenza di mascherine o a un rifiuto da parte dei produttori, credo che il Governo dovrà dare risposta- sostiene Toschi- ci sarà sicuramente un colloquio tra le Regioni e il Governo per trovare la soluzione migliore", ad esempio prevedendo una differenza (a carico dello Stato o delle stesse Regioni) in favore dei produttori.

"Non sta alle farmacie dire qual è il prezzo giusto- afferma il presidente di Federfarma Emilia-Romagna- noi avevamo chiesto un prezzo unico su tutto il territorio nazionale per tutelare il cittadino. Al momento stiamo applicando l'ordinanza del prezzo a 50 centesimi, più Iva. Quando sarà eliminata, la toglieremo anche noi".

Al momento, rileva Toschi, "stiamo vendendo le scorte in giacenza, ma diverso sarà quando dovremo approvvigionarci. Se i fornitori non le consegnano, sarà un problema". Le mascherine tra l'altro sono state acquistate dalle farmacie "a prezzi nettamente superiori- rileva il presidente di Federfarma- ma c'è un meccanismo di recupero di questa differenza previsto dal Governo che cercheremo di sfruttare. Grosse scorte però non ce ne sono e il problema sarà fare approvvigionamenti con la nuova produzione al prezzo deciso dal Governo. Contiamo che la tanto pubblicizzata produzione nazionale arrivi in tempi rapidi", afferma Toschi.

Intanto l'Emilia-Romagna è pronta a distribuire altri 4,5 milioni di mascherine alla popolazione, di cui 500.000 destinate alle aziende di trasporto pubblico. E Federfarma rilancia la proposta di utilizzare "il codice fiscale" delle persone per la distribuzione, per evitare fenomeni di accaparramento da parte dei soliti 'furbetti'. "La Regione passerà le scorte ai Comuni e saranno loro a decidere come distribuirle- sottolinea Toschi- magari una possibilità di tracciatura ridurrebbe questo tipo di problematiche ed eviterebbe forse anche le file, che in questo momento non sono la cosa migliore". (San/ Dire)

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