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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Villa Inferno, l'indagine-bis risale i canali della droga, il Gip: "Spaccio tutt'altro che di lieve entità"

Nelle carte del Gip la catena di pusher che a vario tiolo concorreva a rifornire di cocaina la villa al centro dell'inchiesta

Una rete variegata, le cui maglie arrivavano anche a grossisti e intermediari di un certo livello. E' quello che emerge dalle carte del filone-bis dell'inchiesta su Villa Inferno, le feste a base di sesso e cocaina che coinvolgono anche una minorenne all'epoca dei fatti, sulle quali già pende la prima indagine per prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico.

La settimana scorsa sono scattate altre cinque misure cautelari nei confronti dei presunti spacciatori delle sostanze, che gli inquirenti hanno collegato a vario titolo ai frequentatori e alle frequentatrici delle feste nella famigerata villa di Pianoro. Nelle carte del Gip Letizio Magliaro che motivano il parziale accoglimento delle richieste del Pm, si dettagliano diversi episodi che riconducono anche persone estranee ai festini della villa alla fornitura e alla disponibilità delle sostanze stupefacenti utilizzati dagli indagati.

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Dei cinque destinatari di misure cautelari uno solo, G.C., classe 1973, è stato -secondo il Gip- sicuramente nella villa di Pianoro. Per lui il sono stati disposti gli arresti domiciliari: oltre all'imputazione di cessione di sostanze stupefacenti a minore per il 47enne ci sono anche induzione alla prostituzione e produzione di materiale pedopornografico, in relazione a un video che lo vede intento a fare sesso con la allora minorenne, parte lesa in questa vicenda. A inchiodare il 47enne ci sono anche varie dichiarazioni di altri partecipanti a festini.

Anche gli altri nuovi indagati nell'inchiesta sono tutti a vario titolo riconosciuti da Gip e Pm come spacciatori di cocaina. Mentre però in due casi (due 38enni cittadini albanesi) si tratterebbe di "spaccio da strada" secondo la ricostruzione fornita dal Gip, per gli altri due imputati - C.P., 71 anni di Casalfiumanese, e G.M. 56 anni, originario di Brindisi - si tratta di uno spaccio a più alto livello che "escludono come ci si possa trovare davanti a ipotesi di lieve entità". E' il 71enne a essere indicato come uno dei fornitori di cocaina, sia della 17enne che di un altro indagato. Questo filone investigativo ha quindi approfondito sua volta la catena della distribuzione della cocaina, risalendo ai presunti grossisti.

Villa inferno, indagini e altri arresti: si allarga l'inchiesta

Gli scambi di droga e denaro a distanza

Secondo quanto emerge dalla ricostruzione investigativa avallata dal giudice, il 'bolognese' (il 71enne) era solito ricevere la droga dal 'brindisino' (il 56enne). A conferma di ciò ci sono le attività investigative dei carabinieri che, attrezzandosi con appostamenti, telecamere e microspie, sono riusciti a documentare uno scambio a distanza che si sarebbe verificato nel novembre dell'anno scorso, in zona Lame, in due momenti, a tre giorni di distanza l'uno dall'altro. Nel primo incontro sarebbero stato consegnato il denaro, nel secondo la sostanza. Un altro scambio, questa volta con un uomo estraneo a quest'indagine, ha visto sempre protagonista il 57enne. In questa occasione però il compratore presunto è stato fermato dai militari: l'involucro conteneva 100 grammi di cocaina.

Al 71enne a sua volta sono attribuiti anche altri episodi di spaccio presso il suo domicilio -in particolare 35- mentre in parte dello stesso periodo risultava peraltro ricoverato presso il Sant'Orsola, episodi in parte documentati vicino al sua abitazione in zona Savena.

Inchiesta Villa Inferno: 14 gli indagati

Ora si apre la fase degli interrogatori di garanzia per i nuovi indagati, mentre il filone originario -quello dell'induzione alla prostituzione della minore in cambio di droga e della ripresa video dei rapporti sessuali nella villa- si avvia verso la fine delle indagini. In tutto gli indagati a vario titolo per la vicenda sono saliti a 14.

Il tutto è emerso all'epoca dei primi arresti, nel settembre scorso. Tutto era partito prima dalla denuncia della madre della 17enne, poi dalle ammissioni della stessa vittima. Il quadro che ne emerse dopo era di una realta dove si consumavano feste a base di sesso e cocaina in una Villa nei pressi di PIanoro, festini ai quali erano soliti partecipare -oltre al prorietario Davide Bacci, anche volti noti nel mondo dei tifosi della Virtus, tra cui un ex candidato della Lega alle amministrative del 2016.

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