Economia

Da Marelli a La Perla, aziende in crisi in Salaborsa: "E' dura lavorare per chi ti ha tradito"

Gli striscioni dei lavoratori di Marelli, La Perla, ex Breda Menarinibus ed ex Saeco appesi mentre si parla del futuro di centinaia di famiglie e di eccellenze del manifatturiero che rischiano la chiusura. Lepore: "Così diamo voce a una comunità da salvaguardare"

È difficile lavorare per qualcuno che ti ha tradito e che ha mentito ai lavoratori sapendo di mentire. Questo è lo stato psicologico di alcuni dei lavoratori della Marelli di Crevalcore, ma ci sono anche La Perla, Industria italiana autobus (ex Breda Menarinibus) e Versuni Manufacturing (ex Saeco): quattro aziende, quattro eccellenze (chi del mondo della moda chi dell'automotive) che stanno vivendo momenti di profonda incertezza e che sono state rappresentate questa mattina dai loro delegati sindacali, invitati dal Comune di Bologna e in presenza anche dell'assessore regionale a sviluppo economico e lavoro Vincenzo Colla

"Abbiamo voluto ospitare nella nostra Salaborsa gli striscioni delle aziende manifatturiere in crisi per dare voce agli operai e alle operaie che lavorano in queste aziende e alle loro alle loro lotte. Anche accendere un faro sull'impegno nel voler trovare una soluzione: salvaguardia dei lavoratori oppure una proposta industriale produttiva. Fra l'altro è mia intenzione lanciare entro l'anno, insieme al presidente Stefano Bonaccini e all'assessore Vincenzo Colla, l'iniziativa dedicata agli stati generali dell'industria bolognese. Il nostro è un territorio anche forte e attrattivo in fase di cambiamento, che vede arrivare investitori e nuove aziende: abbiamo tutte le condizioni per far si che Bologna possa salvaguardare i posti di lavoro se ci sono le condizioni. Non vogliamo non solo restare in silenzio ma rimboccarci le maniche, il futuro per noi sono le persone che lavorano nelle aziende" ha detto il sindaco Matteo Lepore dando inizio all'incontro. 

Chi sono gli imprenditori interessati alla Marelli

La Perla: convocato per il 6 novembre il tavolo di crisi 

Fra gli interventi, quello di Antonella Grasso Conte, che da ben 25 anni fa l'analista tempi/metodi a La Perla: "Non c'è molto spazio per l'ottimismo visto che da quel che sappiamo (lo abbiamo evinto da un'intervista su una testata economica) all'incontro ministeriale fissato per il prossimo 6 novembre la proprietà, nella figura di Lars Windhorst, non si presenterà e quindi non porterà alcun piano industriale. Non sembrano quindi esserci le per una prospettiva migliore. Continueremo a protestare come facciamo da tempo e recentemente da dopo il 5 settembre, con presidi in tutte le pause pranzo per far sentire le nostre voci non solo a Bologna ma a tutta l'Italia visto che abbiamo bisogno di azioni concrete da parte del Governo. Stiamo toccando il fondo e il fattore temporale a questo punto è fondamentale. La proprietà evidentemente non ha in mente di fare qualcosa di buono. Siamo al bivio. O si trova una soluzione o si chiude per sempre".  

Più ottimista Mimmo Vitiello, delegato Fiom della Marelli: "Così come delineato si va avanti nell'ottica di reindustrializzare il sito. Per ora abbiamo poche notizie sui cinque compratori (quattro del settore automotive e uno no), ma la Regione Emilia-Romagna sa chi sono e noi, grazie alle istituzioni, abbiamo potuto contare sul sostegno e fare delle operazioni interne". 

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