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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Città 30: "166mila euro di soldi pubblici per la propaganda, via l'assessora Orioli"

I consiglieri del Carroccio denunciano le "operazioni pubblicitarie a spese nostre. Nessuno vuole la città 30"

Supererebbero i 166.000 le risorse impiegate per divulgare il messaggio della "città 30", ovvero la riduzione della velocità su diverse strade cittadine, partita il 1° luglio scorso, ma in vigore a tutti gli effetti, con tanto di sanzioni, dal 1° gennaio del 2024.

“Nell’udienza conoscitiva che ho convocato nella mia commissione, come Presidente, è emerso come siano oltre 166.000 gli euro spesi da questa amministrazione in propaganda per la città 30. Spillette, zainetti, spot pubblicitari, lettere a casa e non solo - attacca in una nota il consigliere comunale leghista Matteo Di Benedetto - nonostante quanto sostenuto dalla maggioranza, non servono a far sapere che esiste la misura, perché è già ampiamente nota a tutti, ma fanno parte di una strategia di propaganda atta a dissuadere le persone e convincerle della bontà della stessa. Lo dimostra il fatto - continua il leghista - che le operazioni pubblicitarie siano partito non prima della stesura della misura, ma dopo, quando è emerso come la cittadinanza fosse contraria. L’amministrazione corre ai ripari con la propaganda, strumento cara e noto alla sinistra, ma lo fa coi soldi pubblici, a spese nostre. È inaccettabile, perché potrebbero essere spesi molto meglio, anche per l’obiettivo della sicurezza stradale, o potrebbero proprio non essere spesi, piuttosto che sprecati in questo modo: si tratta pur sempre di soldi pubblici e i cittadini vanno rispettati, non spremuti per finanziare della propaganda. Chiediamo con forza che il finanziamento di queste operazioni cessi perché le priorità di Bologna sono decisamente altre e diverse rispetto al finanziamento di pubblicità dal sapore quasi elettorale”.

A Fine agosto consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Cavedagna, Brinati, Caracciolo, Sassone e Zuntini  parlarono di "spese folli che Lepore pagherà alle urne" per i primi investimenti per cambiare i cartelli stradali e per gestire la segnaletica, rispettivamente, riferivano, 169mila e 20mila euro

"Il Comune di Bologna è allo sbando totale"

Anche il consigliere e portavoce del Carroccio Giulio Venturi attacca l'amministrazione: "Si potrebbe definire una farsa se non fossero soldi dei contribuenti, le spese sostenute dal Comune di Bologna per sostenere la campagna di informazione della città 30 con le relative voci di costo emerse questa mattina in Commissione Bilancio". Per Venturi sono spese inutili "per convincere la popolazione bolognese fortemente contraria a questa decisione assurda che rischia di diventare la pietra tombale di una città già fortemente paralizzata dai lavori del tram, del passante e dagli infiniti cantieri che si prolungano per tempi biblici, vedi il Pontelungo", che richiederebbero 7 mesi in più. 
"Inutili quindi - osserva Venturi - gli interventi a difesa dell’Assessore Orioli, del Capogruppo Pd Campaniello e di altri Consiglieri di maggioranza quando ormai tutte le categorie paventate da Lepore con le quali ci sarebbe stato un dialogo hanno smentito lo stesso Sindaco una alla volta in un susseguirsi quotidiano. 
Nessuno è d’accordo, nessuno vuole la città 30 generalizzata se non qualche irriducibile seguace di Colombo e Larghetti, gente probabilmente che ha tempo da perdere e non pensa alla vita affollata di impegni che impedisce la rottamazione del mezzo privato come loro vorrebbero - continua - 
Per non parlare delle frasi deplorevoli dello stesso Assessore nei confronti dei taxisti o del dirigente metropolitano a proposito delle buche in città che se riasfaltate rischierebbero di far diventare le strade come piste". 
Per Venturi quindi "il Comune di Bologna è allo sbando totale per quanto riguarda grandi opere e mobilità per questo - e chiede - a gran voce la rimozione immediata dell’Assessore (alla mobilità) Orioli dal proprio incarico. 
Ora più che mai non c’è bisogno di demagogia ma di scelte sensate e condivise cosa che ormai a Bologna sembra sempre più essere un miraggio”. 

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