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Schivata la zona rossa, l'Emilia Romagna resta arancione

E' arrivato il responso e il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio

Mentre a Bologna, come il resto della regione si apprestano a tornare in presenza gli studenti delle superiori, a seguito dell'accoglimento del ricorso anti-Dad al Tar, è sciolto anche il nodo della 'colorazione' da assumere nei prossimi giorni. L'Emilia Romagna, a rischio 'rosso', resterà in zona arancione. Arrivato l'atteso responso, il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, si appresta a firmare una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio.

Zone rosse e arancione, i nuovi colori al via dal 17 gennaio

A sorpresa diventano arancioni Valle d'Aosta ed Abruzzo. Rimangono in zona gialla: Toscana, Sardegna, Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento. Ricapitolando, da domenica 17 gennaio:

  • In zona rossa: Lombardia, Sicilia, Provincia Autonoma di Bolzano; 
  • in zona arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto;
  • in zona gialla: Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana, Provincia Autonoma di Trento

 

Il monitoraggio dell'Iss 

La bozza del monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità dice che l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04-1,13) in aumento da cinque settimane.  "Nel periodo 23 dicembre 2020 - 05 gennaio 2020 l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04- 1,13) in aumento da cinque settimane". Complessivamente, questo porta 11 Regioni "a una classificazione di rischio alto (vs 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui quattro ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso". Due Regioni (Bolzano e Lombardia) "hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto".  Il documento si riferisce al periodo 4-10 gennaio, con dati aggiornati al 13.

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Nel report si lancia l'allarme: "Questa settimana si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente. L'incidenza nazionale a 14 giorni continua a crescere e aumenta anche l'impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio". Per quanto riguarda l'incidenza dei casi, il valore elevato è nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), poi c'è la Provincia Autonoma di Bolzano (320,82), l'Emilia-Romagna (284,64), e il Friuli-Venezia Giulia (270,77). Su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti: "Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità - si legge - quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate". Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3. 

 "Questa settimana si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L'incremento dell'incidenza è stato comunque contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo", rileva la bozza del report . Il documento si riferisce al periodo 4-10 gennaio, con dati aggiornati al 13. L'incidenza è pari a "183,36 per 100.000 abitanti, in ulteriore lieve aumento". "L'incidenza nazionale a 14 giorni continua a crescere e aumenta anche l'impatto della pandemia sui servizi assistenziali, e questo si traduce in un aumento generale del rischio", si legge. "L'epidemia resta in una fase delicata - avvertono gli esperti - e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica e il relativo impatto, uniti all'elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive".

Emilia Romagna in arancione. Quando serve l'autocertificazione

Nelle regioni in zona arancione, come l'Emilia Romagna, vale la pena rammentare, che:

  • non si potrà uscire dal proprio comune se non per ragioni di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; 
  • il coprifuoco sarà in vigore dalle 22 alle 5; 
  • ci si potrà spostare fino a 30 chilometri dal comune se si risiede in un centro con meno di 5mila abitanti, ma non verso i capoluoghi;
  • si potrà raggiungere la seconda casa anche fuori dal proprio comune, purché non si trovi in un'altra regione;
  • si potranno praticare sport non di contatto come il tennis; 
  • si potrà fare visita a parenti e amici, ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno.

Autocertificazione: ecco il modulo e come compilarlo

Per circolare è necessario, in caso di controlli delle forze dell'ordine, avere con sé il modulo di autocertificazione, quel documento introdotto con l'inizio dei lockdown per la pandemia da coronavirus. A chi è sprovvisto del modulo ne viene fornito uno da compilare per giustificare - con dichiarazioni vere - il motivo dello spostamento. I cittadini devono infatti ricordarsi, come specifica il sito del Viminale, che "l'autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo". Il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da:

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Chi non è in regola rischia una multa da 400 a 1000 euro, come previsto dal decreto.

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