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Emilia-Romagna in fascia gialla, Donini: " Bastano pochi giorni di disattenzione, il 5% dei contagiati finisce in ospedale"

Sulla stessa linea Claudio Vicini, primario e direttore del dipartimento testa-collo dell'Ausl Romagna. "Il sacrificio ripaga, ma non è finita"

Bisogna "continuare ad avere comportamenti responsabili e anche un po' timorosi, perchè è un virus che deve continuare a fare paura. Bastano pochi giorni di disattenzione perchè la curva torni a salire". Così Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità, nel corso di una diretta Facebook organizzata dal deputato forlivese di Italia viva, Marco Di Maio.

"I dati parlano da soli - sottolinea Donini - il virus continua a circolare molto, anche se in misura inferiore alle settimane scorse. Proprio in ragione di questo calo abbiamo diminuito il nostro Rt, siamo sotto l'1, e per questo siamo a un livello di rischio moderato, frutto - secondo l'assessore - delle restrizioni, dei sacrifici e dell'impegno di tutti noi: del sistema sanitario, economico e dei cittadini". Quindi "non dobbiamo pensare che l'epidemia sia alle spalle. Grazie ai sacrifici delle settimane scorse il passo epidemiologico è più lento e i reparti sono leggermente meno pressati. Però, come dico sempre: per diminuire l'intensità dell'epidemia ci vogliono due o tre settimane, ma per andare su 'di brutto' e riprendere una curva preoccupante bastano pochi giorni di disattenzione, il 5% dei contagiati finisce in ospedale".

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Al di là di ogni e ordinanze "la pandemia fin da subito ha imposto le sue regole, che sono sempre quelle: usare la mascherina, evitare gli assembramenti, igienizzare spesso le mani". Nelle settimane scorse, ricorda l'assessore "quando eravamo gialli, eravamo anche a rischio di diventare zona rossa" per la crescita dei contagi e la pressione sugli ospedali. "Per questo abbiamo adottato un'ordinanza con misure restrittive, per evitarlo - afferma Donini - siamo andati in zona arancione e ci siamo guadagnati con l'impegno di tutti un livello di restrizioni più lieve. E qui dobbiamo rimanere. Per attestarci dobbiamo essere prudenti e rispettare le solite regole".

Sulla stessa linea anche Claudio Vicini, primario e direttore del dipartimento testa-collo dell'Ausl Romagna. "Il sacrificio ripaga, ma non è finita- riassume il professore- finalmente siamo con RT sotto l'1: se manteniamo questa posizione, la pandemia tenderà ad arretrare. Le restrizioni hanno pagato, ma dobbiamo continuare a essere responsabili perchè ci vuole un giorno per riprendere la grande diffusione del virus. E questo non lo vogliamo, abbiamo gia' sofferto abbastanza".

Sanità della Regione Emilia-Romagna

"Abbiamo fatto un capolavoro. Un miracolo". Parola di Raffaele Donini, assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna. "Rispetto a marzo-aprile e anche rispetto ad altre Regioni in questa seconda fase - sottolinea - noi non abbiamo ridotto le prestazioni ordinarie: il livello oscilla tra il 70 e l'85% di prestazioni garantite e avevamo gia' recuperato circa l'80% delle prestazioni disdettate nella prima ondata". In sostanza, spiega l'assessore, "stiamo lottando contro il covid e stiamo tenendo botta anche sul resto".

 "La seconda ondata non ci ha travolto e tramortito mentre l'ordinario è stato comunque garantito, ma non vuol dire che non ci sia pressione sugli ospedali"

E aggiunge: "Abbiamo fatto un autentico capolavoro, un miracolo, grazie a tutti gli operatori sanitari". Della stessa idea è anche Claudio Vicini, primario e direttore del dipartimento testa-collo dell'Ausl Romagna. "Al di là della gestione territoriale, che è stata la vera carta vincente - sostiene - l'Emilia-Romagna ha fortemente voluto il mantenimento dell'attività ordinario. È stata una conquista straordinaria, perchè la seconda ondata non ci ha travolto e tramortito mentre l'ordinario e' stato comunque garantito, anche se i pazienti magari hanno disertato alcune visite, perchè erano intimoriti ad andare in ospedale". E questo comunque, "non vuol dire che non ci sia pressione sugli ospedali".

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In Emilia-Romagna ad oggi è occupato da pazienti covid il 49% dei posti letto, il 33% di quelli in terapia intensiva, contro una media nazionale rispettivamente del 48 e del 41%.

Scuole

 "Dobbiamo fare di tutto perchè a gennaio ripartano in presenza anche le scuole, ci dobbiamo impegnare moltissimo. E la possibilità di testare anche con tampone rapido in farmacia la popolazione studentesca e le loro famiglie sarà molto importante - dichiara l'assessore  che escluse la campagna a tappeto coi tamponi rapidi, come deciso in Alto Adige, perchè in Emilia-Romagna il numero della popolazione è superiore - però abbiamo in animo di potenziare il contract tracing vogliamo fare un upgrade perchè, sempre con l'autotest assistito dal farmacista, si possa fare anche il tampone rapido. È una bellissima opportunità che potrebbe già realizzarsi nelle prossime settimane". 

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