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Violenza sulle donne e Covid: "L'attenzione va tenuta alta. Da domani 16 giorni di attivismo"

Torna il Festival della Violenza Illustrata nella versione online: "La battaglia la si vince con gli strumenti culturali". Presentati i numeri del 2020 di Casa delle Donne per non subire violenza

Trent'anni di Casa delle Donne e quindici anni di festival "La violenza illustrata": due anniversari importanti per Bologna in questo 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un'edizione che si svolge in piena emergenza sanitaria, ma che non si è lasciata limitare dal virus, che ha riadattato tante iniziative all'online e altre soltanto solo rimandate: "Viene sempre la pelle d'oca quando si leggono i dati sul fenomeno, ma è anche vero che se i numeri si alzano è anche segno che crescono le donne che si fidano e trovano il coraggio di chiedere aiuto". Queste le parola dell'assessora alle pari opportunità Susanna Zaccaria nel giorno in cui Casa delle Donne come di consueto presenta il report annuale, che nell'anno del Covid acquista anche un valore aggiunto e uno spunto di riflessione.   

"Il messaggio è che dalla violenza si può uscire. Le Istituzioni e le associazioni sanno dare alle donne che subiscono violenza risposte sempre più efficaci e professionali" Susanna Zaccaria, assessore comunale alle Pari opportunità

Anche durante il lockdown della scorsa primavera Casa delle Donne non ha mai chiuso: dall'ospitalità nelle emergenze al supporto psicologico, dai percorsi di uscita da tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo all'orientamento e al supporto legale. Al 31 ottobre 2020 le donne accolte sono state 744 contro le 799 del 2029; 26 le donne ospitate nelle case rifugio fra cui 13 minorenni (lo scorso anno erano 36); 32 madri vittime di violenza domestica e coppie di genitori di minori vittime di violenza extra familiare seguiti per sostegno alla genitorialità. E questi sono alcuni dei numeri di quello che l'assessora regionale Barbara Lori definisce "il cuore pulsante di Bologna". Sì perchè se è vero che tutta la regione Emilia-Romagna dà una mano alle donne che subiscono violenza con determinazione e competenza che ci vede ai primi posti in Italia, Casa delle Donne è un punto di riferimento importante da ben tre decenni: "Spero di dare continuità e rafforzare questa rete di presenze importantissime sul territorio - ha concluso Lori - considerando che il tema del lavoro è centrale per le donne in difficoltà, penalizzate e con futuro incerto". 

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Valeria d'Onofrio, curatrice del Festival La Violenza Illustrata dalla sua nascita quindici anni fa, spiega come anche per questa edizione i 16 giorni di attivismo saranno garantiti nonostante l'emergenza sanitaria attraverso eventi che, giorno per giorno, arriveranno al 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani: "Questa edizione è il segno dei tempi che stiamo vivendo e per la prima volta in assoluto si svolgerà interamente online. Così, la nostra associazione (che oggi è una giovane donna di 30 anni!) si cimenta con il mondo del web, cogliendo l'occasione per allargare il possibile il pubblico. Il tema di quest'anno e il titolo dato alla rassegna è 'Vicine di Casa', che rende bene l'idea della presenza e della rete di solidarietà". 

Un commento sui numeri del 2020, anno del Coronavirus e del lockdown? "Abbiamo fatto una rilevazione mese per mese da marzo a ottobre, ed è stato confermato quello che avamo dichiarato in primavera, ovvero che le denunce erano calate ma che i rischi della convivenza forzata e la limitazione degli spostamenti avevano stretto la morsa laddove la situazione era già drammatica. - continua d'Onofrio - Poche le richieste di aiuto che poi però a luglio e agosto sono tonate su, contando 58 contatti contro i 40 del 2019. Dopo l'estate siamo passati da 64 a 61, quindi praticamente pari. Una cosa che abbiamo notato è che sono cresciuti gli ingressi di ospitalità di emergenza, ovvero l'accoglienza non programmata". 

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Insomma, questo  è "Un momento in cui bisogna tenere alta l'attenzione e noi mettiamo tutte le nostre forze per promuovere il Festival della Violenza Illustrata perchè come bene abbiamo imparato in tutti questi anni sono gli strumenti culturali quelli in grado di debellare il fenomeno. Non siamo riusciti per ragioni di sicurezza a portare in Piazza Re Enzo la mostra 'I muri parlano', ma in attesa di poterla riportare in strada, l'avremo attraverso una fotogallery sul nostro sito". Restano invece aperte (nei supermercati ci si può andare) le mostre nei centri commerciali Centronova e Centro Lame negli spazi allestiti ad hoc. Continua anche l'niziativa che mette sui sacchetti del pane (la violenza per molte donne è pane quotidiano) il numero d'emergenza 1522. 

Lockdown e violenza sulle donne, Zaccaria: "Uscire di casa diventa prima necessità"

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