Coronavirus, bar e ristoranti: "Riapertura? Sarà come un lungo agosto"

I timori di Confcommercio che chiede di stanziare risorse a fondo perduto. "Il 10-20 per cento degli esercenti non riapriranno subito"

Bar e ristoranti saranno probabilmente tra le ultime attività a ripartire. Troppo grande è il timore che il via libera possa riportare troppa gente in giro. La verità, però, è che, anche una volta riaperti, per i pubblici esercizi inizierà un periodo di attività fortemente ridotta.

"Certo, meglio riaprire che restare chiusi. Ma si lavorerà poco: sarà come un lungo agosto", prevede il presidente di Confcommercio Emilia-Romagna e Ascom Bologna, Enrico Postacchini, che per questo insiste sulla necessità di dare sostegni veri alle imprese del settore, che rischiano di perdere a fine anno tra il 70% e il 50% del fatturato.

"Servono indennizzi e contributi a fondo perduto", scandisce Postacchini, convinto che le risorse fin qui messe in campo siano del tutto insufficienti. In tanti, conti alla mano, potrebbero anche decidere di tenere giù le serrande.

"Gli imprenditori stanno facendo due conti. Stiamo raccogliendo varie segnalazioni, molti, tra il 10% e il 20%, non riapriranno, almeno non subito. Ci sarà troppa poca gente in giro per sostenere le riaperture", avverte il numero uno dell'associazione di Strada Maggiore.

"Dobbiamo affiancare le attività, compensare i cali di fatturato e il contingemento cella clientela dei posti con altre misure. Altrimenti le gestioni non reggeranno, soprattutto se l'indicazione è di non licenziare. Impossibile pensare che la ripartenza richieda strutture uguali a quelle precedenti al lockdown", sottolinea Postacchini. "Servono soldi, subito. È la soluzione per le aziende del commercio non puoò essere quella di indebitarsi ancora", insiste, preoccupato anche per la tenuta delle aziende di trasporto pubblico e, più in generale, per il prevedibile calo delle entrate fiscali.

Non c'è solo un tema di sostenibilità economica. Ma anche si prescrizioni di carattere sanitario. "Le attività che hanno lavorato nel periodo di picco, come supermercati, lo hanno fatto con poche prescrizioni. I locali e le imprese che riapriranno dovranno essere messe in condizione di farlo", ammonisce Postacchini, confermando che la settimana prossima sono previsti degli incontri proprio per affrontare il tema della ripaertura di negozi e pubblici esercizi. "Ci mancherebbe che per riaprire imponessimo prescrizioni impossibili, quando avranno, se va bene, quattro clienti al giorno", conclude. (Vor/ Dire)

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